Angela's profileAssolutamente SuperlenzaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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September 24 Creare un giornale in 48 ore: Angela e Tea ce l'hanno fattaAS. (ante scriptum): Errata corrige: se piove si va alla scuola media!!! anzi è praticamente sicuro, dato che il tempo è già grigioperla, che si stia lì...
Volete sapere "come"? Non lo so nemmeno io... un momento stavo tranquilla con i miei friends in giro, un momento dopo mi vengono ispirazioni a botto (o, per meglio dire, A-uff = espressione onomatopeica dialettale). Tea mi ha accompagnata allegramente in questo delirio, con sensazionali risultati. E' un editoriale, che si prospetta mensile, e il numero 1 dell'anno 1 sarà presentato (si spera caldamente) il 27 settembre durante la manifestazione "Festa dei lettori" che si terrà a Turi, piazza Colapietro, (Se piove, all'istituto Gonnelli), a cui quindi siete tutti tutti invitati. Se poi volete copie da metter da parte ci industrieremo in tal senso... L'editoriale s'intitola "il sabato del Presidio", giacchè nasce in seno all'associazione, presente sul territorio nazionale, Presidio del libro. Il presidio, di cui ovviam facciamo parte io e Tea oltre ad altre persone, nace con l'intenzione di salvaguar diffondere "la voglia di leggere", in fattispecie i libri, o, come dico spesso, la cultura del libro, che come ben sapete in Italia è un'anticchia carente. In questo editoriale ci saranno rubriche con recensioni, Tempo di recensioni (proprio come quelle che faccio sul blog!! ahah), rubriche di approfondimento su Pinchi pallini, I soliti ignoti, sulle attività del presidio e affini, I fatti nostri, spazio aperto alle recensioni del pubblico, o loro comemnti ecc, Il circolo dei contastorie, finestre con citazioni a tema, ipse dixit, rubriche per la riproposizione dei classici, Evergreen, e altro ancora.
Spero di tutto cuore che vogliate partecipare con noi il 27, e cmq che diventiate nostri lettori, ossia che vogliate collaborare in modo attivo e interattivo con questo editoriale.
Ah, dimenticavo... poi ci sono i miei articoli di fondo, che in realtà sono megalomani come me, e si prendono tutta (o quasi) la pagina... :-P
sul primo numero:
- art di fondo: "Ma tu da me che vuoi?" - Ovvero: cose da Marziani - getta il tema del perchè leggere, perchè si può aver passione per i libri
- art di Tea: "Perchè un editoriale e cosa proponiamo"
- I fatti nostri: In zona Cesarino - adattamento dell'intervento, qui sotto da qualche parte, reso più fruibile e leggibile
- "" :Festa dei lettori, presentazione dell'iniziativa
- Tempo di recensioni: A qualcuno piace bruciato - recensione su Farheneit 451 di Ray Bradbury, fatta da tea, in modo ineccepibile, e conforme al tema principale
- Il circolo dei contastorie: finora abbiamo una sola recensione "libera ed estemporanea", su Morte a 3 euro, di Paolo Berizzi, ma se volete collaborare e mandarcene di vostre, ne saremmo felici
Tra le citazioni Ipse dixit, sempre conformi al tema: Enrico Brizzi, Aldo Palazzechi, Gianni Rodari, e altro ancora...
Programma della festa dei lettori: (Slogan della manifestazione: PAROLE VIVE)
26 - dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 16,30 alle 17,30 iniziative a cui parteciperanno bambini delle materne e delle elementari, compreso spettacolo di burattini (16,30), per cui se avete bambini, potete portarceli.
27 - dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 17,30 manif. delle scuole medie sulla tradizione orale e suo recupero, alle 17,30 (con i ragazzi dell'ITC) ci sarà la manif sui poeti meridionali cui interverranno: Daniele Giancane (docente di letteratura per l'infanzia all'Università di Bari), Angela Giannelli (poetessa), Loredana Pietrafesa (poetessa e docente di musica), Enrico Bagnato (scrittore), Teodora Mastrostefano, Nicola Accettura.
In serata (suppongo dalle 19,00 in poi...) spazio aperto a tutti i lettori: chiunque potrà leggere un passo di un libro, magari il libro del cuore, e ascoltare quelli scelti dagli altri... siete tutti invitati.
Nel frattempo, dalle 9,00 alle 22,00 ci sarà la fiera del libro pere ragazzi, a cura della Libreria Eleutera.
E' vero che venite?
ps. ieri in treno mi è venuta in mente questa poesia. sapete da quanto tempo nn componevo poesie? sicuro sicuro 7 anni. Perchè il mio genere è un altro...
L'incontro
l'incontro è una falsa coincidenza
è il seme di papavero sulla pagnotta
è la spina di fico d'india che svolazza
fino al polpastrello
e ci resta dolorosamente
col suo ponfetto intorno.
L'incontro è lo scontro di due o più menti
invaginate in un corpo
è il desiderio di vita
appena dopo l'ennesima morte.
LA CANZONE DEL GIORNO: Knockin on heaven's door, Bob Dylan (per la serie: a volte ritorna... Dylan) September 21 Ogni riferimento a persone e cose è puramente casualeDesaparecida causa esame incipiente, non manco di leggiucchiare altre cose, come un vecchio libro di racconti di Cechov che avevo di menticato (e di cui non mancherò di parlarvi), e di continuare a visionare film. E nemmeno di scrivere in questo space (anche se devo farlo in sordina e di nascosto da mio fratello, che è diventato il padrone assoluto della postazione PC a casa... e se lo si tocca subisce metamorfosi feline poco gradevoli...). E nemmeno di scrivere altre cose.
Alcune settimane or sono ebbi una doppia ispirazione: una è una cosa per il cui completamento mi ci vorrà un lasso ragionevole di tempo, perchè serviranno molte ricerche e studi collaterali; l'altra è una cosa simpaticissima, ironica e un'anticchia cinica, una roba vagamente alla Stefano Benni, ma non poi tanto... una roba molto mia insomma... la cosa bella è che ho preso a scriverla un pò, e sta venendo completamente diversa dal Normale corso delle cose, cioè, non c'entra proprio niente. In primo luogo è ambientata ai giorni nostri, estate 2008, Olimpiadi di Pechino incluse, in secondo è corale, cioè gira intorno a sette personaggi, tutti con qualcosa di particolare e buffo. E, come non mi è capitato per la mia opera prima, lo stile è molto molto vicino a quello dei miei interventi più pazzi e irriverenti, cosa che ovviamente mi diverte molto. Non so quando potrò finirlo; di certo è molto leggero; è, insomma, una sorta di caricatura dell'essere umano medio, me compresa, una visuale sarcastica (e a volte un pò acre) del mondo attuale. Il titolo che mi è venuto in mente purtroppo suona meglio in inglese che in italiano, anche perchè la mia fonte d'ispirazione era, appunto, in inglese, ed è "The summer book challenge". Ma basta, non dico più niente...
saprete meglio a cose fatte.
parliamo di cose serie. Ricordate due certi Plunkett & McLeane, film che avevo promesso a voi e a me stessa di vedere? Ebbene, fu visto, dalla solita Associazione Cinefila Beneamata a Delinquere, e fu giudicata da entrambi i membri (io e Tea - Anto the little è la succursale distaccata) bello. Nonostante il seicento ingleze zozzone e puzzone, nonostante le musichette non proprio proprio secentesche (ricordate per caso Il destino di un cavaliere? Ecco, siamo lì), nonostante Liv Tyler che non è esattamente la mia attrice preferita, ma può andare, e soprattutto le scene vagamente truculente che (quasi) nulla lasciano all'immaginazione, ci è piaciuto; ci sono piaciuti gli attori, la sceneggiatura (le musiche!!!!) e anche il finale, gradevolmente e gentilmente cambiato rispetto alla storia originale. Due highwaymen (banditi che attaccano sulle strade principali), l'uno un ex gentleman (Jonny Lee Miller), l'altro un ex alchimista col cervello fino (Robert Carlyle), mettono a ferro e fuoco le strade di Londra. Il kattivissimo poliziotto (ce la mette tutta per acciuffarli, prende pure a mazzate i suoi stessi uomini... causa imboscata infame, e una fuga che a Rocambole gli fa un baffo, acciuffa uno dei due... e intanto a Tyburn Gallows (=la piazza londinese delle esecuzioni capitali) la forca attende il pendaglio... lavoro molto ben fatto da quel bravo figlio di suo padre che è Jake Scott. Francamente consigliabile.
A proposito di pene capitali, se una vita oggi vale un biscotto, tradotta in soldi quant'è, due o tre centesimi? Ogni riferimento a persone e cose, è puramente casuale.
LA CANZONE DEL GIORNO: Alfredo, Baustelle (che, checchè ne dicano, è una bella canzone)
September 15 Direttamente dalle viscereDunque, il fatto è che da un bel pò di tempo, a parte i fegati nella pancia e le mie conversazioni notturne ora con Gianna Nannini, ora con Stanley Kubrick e via dicendo (ricordate??) sogno di essere incinta, talvolta di partorire, e anche se al risveglio non ricordo quasi mai i dettagli di contorno (tipo padri eccetera - ma è normale: i sogni sono un pò come il tritarifiuti...) la sensazione che mi lasciano sempre è piacevole. In poche parole, vorrei quasi sempre tornare nel sogno. Parlandone con Tea volevo arrivare in fondo a questa faccenda inconscia; troppo troppo semplicistica e banale mi sembra l'interpretazione "desiderio di maternità", e la saggezza popolare ("buone nuove in arrivo") non aiuta molto. Poi mi sono imbattuta nella interpretazione di una psicologa, che ci mette in mezzo pure Freud e Jung, e (copioincollo solo una parte) il succo della faccenda è questo:
Sognare la gravidanza è molto comune nei sogni, ed in genere si lega all'evoluzione psichica del sognatore che preannuncia una nuova maturità che sta prendendo forma e che dà accesso ad una nuova fase dell'esistenza. [...]
E questo "nuovo" può riferirsi anche ad un progetto del sognatore, qualche cosa di immaginato o di programmato, atteso e ricercato che sta prendendo forma o che si sta trasformando, che muove dall' "idea" alla sua realizzazione. [...]
La gravidanza nei sogni è un'immagine di grande potenza che va collegata ad una probabile "fecondità" del sognatore, all' essere aperti e ricettivi verso ciò che la vita porta, ed avere la capacità di elaborare e trasformare le esperienze per il proprio benessere e la propria maturazione.
cioè, in parole povere, sto partorendo davvero il miobimbo!!! Inconsciamente, certo, ma vien cmq dritto dritto fuori dalle mie viscere... incredibile, gente, la potenza dei sogni. Cmq, ribadisco: sognare una gravidanza è un'esperienza bellissima. E priva di nausee, doglie, voglie ahahhah
LA CANZONE DEL GIORNO: Also sprach Zarathustra, Richard Strauss September 14 Malinconie...Per la serie: serate di fine estate 2008.
Ieri suppongo sia stata chiusa definitivamente la "serie". Eravamo in quel di Sammichele, a vedere Fiorella Mannoia. I ricordi e la malinconia son stati una cosa opprimente, struggente e bellissima.
Ero con Tea, Elisa e featuring Angelita, Nicoletta, Giuseppe, Marilia.
Mi son ricordata di quando ai tempi del Liceo la mia seconda compagna di banco, una ragazza all'epoca comunistaccia e di conversano, mi iniziò ai beni supremi della musica italiana: De Gregori (che adorammo insieme), Samuele Bersani, e anche Fiorella Mannoia. Lo scambio culturale non era propriamente pari, visto che all'epoca andavo al Conservatorio ed ero perciò tutta presa da Haendel, Rossini, Scarlatti ecc ecc.
Io e Rita (la ragazza di cui sopra) andavamo perfettamente d'accordo, perchè lei era di una bontà e pazienza che Giobbe se lo metteva in tasca (per così dire), il che era l'unico modo per starmi accanto visto che ero scontrosa, scorbutica e rompico..... :-P per fortuna crescendo s'impara.
MI mancano quei tempi dannati, quel banco, la pioggia gialla che entrava da sotto la cornice di legno marcio della finestra... la prof di filosofia che prendevamo costantemente per il culo e che aveva certe manie e fisime... ora abbiam scoperto che era Alzheimer (e non è una battuta).
Riflettendo, non c'era un solo professore normale....
Altro motivo di malinconia: capitò in quel periodo che ebbi una tremenderrima delusione amorosa, e mi attaccai (è il caso di dire: come una cozza allo scoglio) all'album "Fragile" di F. Mannoia, e in particolar modo al brano Fragile (cosa deprimenderrima perchè, come ben sapete, quando mi attacco a una canzone... è tipo attak). Caso volle che in contemporanea ascoltassi anche De Andrè. Che tempi... andati. Se ci penso mi vien un languore.... forse dovrei risentirla, Rita. E anche Fragile. E De Andrè.
Se penso a come ho speso male, il mio tempo... che non tornerà, non ritornerà più. E gli orizzonti perduti ti faran pulsare il cuore, nuove possibilità per conoscersi... (La stagione dell'amore, F. Battiato)
LA CANZONE DEL GIORNO: Io che amo solo te, S. Endrigo (ieri la Mannoia la coverizzò, e Tea a momenti partiva sul palco per baciarla e abbracciarla di gratitudine, quindi un pò per me, un pò per Tea, un pò per la malinconia e quei bei tempi di quando ero una liceale - che belli però all'epoca non mi sembrarono mai... - e per tutti gli innamorati o anche i solitari che passeranno per caso di qui, pongo la dedica di questa bella canzone)
September 12 In zona Cesarino - L'inconsolabile PaveseSpegniamo un momento Shakespeare (Otello mode off) sul quale, non temete, torneremo, e andiamo al caro Cesare Pavese di cui talvolta si è accennato qualcosa. Ieri (ehm... ciò fu scritto avant'ieri) ricorreva il centenario della nascita, quindi quei bravi ragazzi del Presidio del Libro (e la brava Alina - Libreria Eleutera, Turi - mi ci ha tirata per forza di cose…) di Turi, più altri di Conversano e dintorni, han fatto una cosetta carina e appena appena culturale in quel di Turi appunto (è il caso di dire: ce l’er ‘a ddisc?=chi l’avrebbe mai detto?). Mi allontano un po’ dal villaggio tribale pre-sahariano e si eleva a polo culturale… orgoglio turese mode on. Dicevamo: Cesarino. Che non è il singolare della zona tardiva di calcistica memoria. È quel gran Kranio, geniaccio, e povero sofferente di pene d’amor non perdute, anzi, raccattate a barili… il reinventore del mito, il Sironi della letteratura, il fanciullino svezzato (con molto dolore) di mezzo del ‘900. Il Cesarino che amava la vita e si è ammazzato. Quei cani (è il caso di dirlo) che appena sentono nominarlo dicono “Matò (interiezione sacra con inasprimento della dentale), che depressione!”, scusate il francesismo, ma non hanno capito un cazzo. Cesarino non solo amava la vita, ma ci ha insegnato anche ad amarla. Quando dice “I morti non sono più nulla”, vuol dire: sbrigatevi a vivere la vita! Non perdete tempo in chiacchiere! Amate e amate voi stessi: “Non si cerca che questo”, dice. L’Inconsolabile, di cui ho parlato giusto un mese fa al mio amico Ben, ufficiale fresco delle milizie inglesi, è l’opera tra le più significative e belle di Cesarino. È un dialogo tra Orfeo e una baccante parte dei Dialoghi con Leucò, libro che consiglio vivissimamente. È la reinterpretazione abbastanza avallabile del mito di Orfeo ed Euridice: lei muore, lui cantore va a cantare il suo dolore per monti e valli fin nei meandri del regno dei morti; commuove re e regina e commuta gli arresti domiciliari in libertà condizionale per la signora, a patto che non si volti prima di esser fuori dal regno dei morti a guardarla. Orfeo, giustamente, si gira, e Cesarino dice per bocca del cantore: “Ma scusate, ma dovevo essere proprio scemo a voltarmi così, a priscio, a due metri dalla luce!”. In realtà il dolore, la perdita di Orfeo è il mezzo concesso per conoscere se stesso. “Non si cerca che questo”. L’inabissarsi nel regno dei morti è l’inabissarsi dentro se stessi per toccare con mano le pareti di cui si è fatti, per apprezzare quella cosa volubile e dalla natura incerta che è la vita. Quando si vive, quando si ama è per se stessi: guardiamo attraverso gli occhi dell’altro quel che desideriamo vedere e capire di noi stessi. Orfeo deve scendere nel suo dolore, provarlo a fondo, deve morire come bambino intero e rinascere come uomo spezzato, deve guardare le vuote (perché prive di vita) orbite dei morti per capire che la “festa” è l’unico vero motivo del tutto. “il mio destino non tradisce”: perché il destino di Cesarino, che non è l’ananke classico né le parche o Dio, ma quei binari che il DNA e le inevitabili conseguenze delle nostre scelte ti mettono davanti ai piedi quando nasci, ha un suo scopo. Tutto serve. A capire. Andò così: si era lì, a recitare brani (fu recitato anche “il lago”ecc…). Giuro che stavo per alzarmi a dire ad Alina: “per favore-per favore, possoleggereL’inconsolabilechesennòmisembraunsacrilegiochenonloleggiamoeuffa?" Quand’ecco che arriva un tizio e legge… l’Inconsolabile!!! Come una bambina mi son messa a battere le mani, e, per quanto fosse difficile (perché si tratta di un dialogo, dicevamo, ed egli lesse entrambe le voci) è riuscito perfettamente a rendere il testo, anche se non letto per intero. Appena finito ho trascinato Tea dal tizio, e gli ho detto (lo so, sono ridicola, ma lo dovevo fare) “Grazie, grazie per aver letto proprio quel dialogo di Cesarino!”. Credo sia rimasto un po’ perplesso… se non altro la mia comicità naif si è fatta conoscere anche in quel di Rutigliano. Strani giorni quest’estate 2008. Densi, fantasmagorici, sognanti, e ricamati di tante cose e persone, di tante voci e tanti volti. Di tante cose, l’una diversa dall’altra e perciò preziose. Credo che in fondo, quell’anelito, quel profondo desiderio di vita che Cesarino bramava (e bramò fino a morirne) fosse destinato a noi, per suggerirci questo: godi te stesso e attraverso te la vita. Quant'è difficile crescere... questo dichiarava disperatamente Cesarino. Ma, alla fine, sta tutto lì il bello della vita.
LA CANZONE DEL GIORNO: Orfeo, Carmen Consoli (ve l'eravate dimenticata... eh? ahahaha - e sennò io che ci sto a fare?) September 10 To be or not to be a little foolishSi era in quel di Turi, boccheggiando l’aria smossa dal ventilatore, quand’ecco che mi giunge una novella da un amico: “stasera vengo nel tuo paese con alcuni amici – e fin qui tutto ok – a vedere l’Otello…” L’Otello? – “forse-ho-capito-male” penso. Rileggo: era proprio Otello. Otello a Turi??? E che ci fa? Che c’entra? Come gli è venuto? Chiamo Tea (la mamma di Tea abbiamo scoperto da poco essere un efficientissimo motore di ricerca per qualunque cosa si desideri sapere su questo e qualunque altro mondo): - Tea sai niente di un Otello… a Turi? Pausa di riflessione. - No. Mò (abbreviazione, talvolta interiettiva, di tempo ad indicare subitanea risoluzione) chiedo a mamma (vedi sopra). Il motore di ricerca vivente non ha fallito: ebbene sì, sarebbe venuto un Otello in quel di Turi, al Largo Marchesale. Tra l’incredulo e lo scettico siam andate. Alcuni amichetti nostri c’erano già e l’intero spiazzo era bell’e affollato. Inizia la faccenda: scenografia essenziale, sprazzi di teatro moderno (persino ad Anto piccola sarebbe piaciuto), un fazzoletto-casus belli a forma di tenda, e poi di lenzuolo, Otello giustamente nero e Iago verde (citazione del Pasoliniano Che cosa sono le nuvole? - in Capriccio all'italiana, 1968 - interpretato da Totò). Si trattava di un gruppo di giovani; le uniche pecche mi son sembrate solo la dizione, e solo all’inizio (diciamo che la cadenza barese non è proprio una cosa bella da sentire a teatro…) e un Otello un po’ troppo sopra le righe… ma a parte questo, sono stati tutti, e specialmente l’attrice che interpretava Emilia, bravissimi e devo dire che non solo mi è piaciuto molto, mi ha proprio preso. Sì, se fossi un critico direi che mi hanno convinto. Non l’ha pensata così la metà di pubblico che a cadenze regolari si alzava e se ne andava. Ora, dicevamo ieri io e Tea: Shakespeare (o come scrisse un ignoto su un sedile del treno: Schakspire, che dir si voglia….) non è per tutti. E per gustarsi un’opera qual è Otello, va letto prima, o almeno che ci si documenti sulla storia. È come quando si va in un museo: non ci vai (o meglio: non ci dovresti andare…) così, senza un briciolo di preparazione, senza sapere che cosa vai a vedere, chi l’ha fatto, quando, perché… non ha senso, non lo capisci, non gusti un accidente. Non vai a vedere una commedia di Salemme, o uno spettacolo per il ludibrio popolaresco… vai a vedere una tragedia! E per di più del 600’! d’accordo era in chiave moderna… per capirla però la chiave ci vuole un minimo di predisposizione… al Liceo Shakespeare lo facemmo a spizzichi e molliche, come si suol dire, e l’Otello manco per niente. Ma per fortuna ebbi la prontezza di spirito di comprarmelo e leggermelo per conto mio: resta l’opera di Willy che preferisco in assoluto, più della melensa e diabetica Giulietta e Romeo, più dell’Amleto, Much ado about nothing, i sonetti, Antonio e Cleopatra, persino più dell’Enrico V (che come ben sapete sarebbe l’unica ragione al mondo per cui mi cambierei sesso)... Otello è passione, è furor, è sangue e carne, è amor sacro e amor profano (sempre indirettamente), eccesso…. Come si può dire: “han recitato da cani” se non si è visto che l’incipit e nient’altro, come si può dire “non mi è piaciuto fatto così… ha perso molto…” come se tutti gli esperti della drammaturgia inglese si fossero dati convegno a Turi l’altro ieri… ma fatemi il piacere(direbbe Totò – a propo: ottimamente opportune le citazioni del film - ripeto: Che cosa sono le nuvole?, che tra l’altro consiglio in quanto bellissimo). Volete fare gli intellettuali senza gli occhiali? Almeno sappiatelo fare con criterio…. Che non vi si buggeri subito. Shakespeare poteva essere democratico ai tempi suoi, ma non può esserlo certo ai nostri… È il caso di dire: “Tutto il mio folle amore Lo soffia il cielo, lo soffia il cielo, così”
E siccome è bene trattare una cosa per volta, del Cesare Pavese Day (felicità mode on) si parlerà nel prossimo intervento, che sennò sarò passibile di fustigazione per lungaggine contro il pubblico pudore.
LA CANZONE DEL GIORNO: Assisa a piè d’un salice (Otello), Rossini
Ps. Quando si nomina Otello, tutti si ricordano subito dell’Otello di Verdi, ma per qualche strana ragione quasi nessuna si ricorda dell’Otello di Rossini, che è STUPENDO!!! In quella mia precedente vita in cui bazzicavo semiminime e semibrevi, questa fu una delle arie che mi fecero più dannare. È molto molto triste, ma fa rizzare le carni per quanto è bella. Rappresenta la scena in cui Desdemona si lamenta con Emilia di esser stata ingiustamente trattata male dal moro (e chiamata puttana) e fa preparare il talamo (l’ultimo). Se una pecca cel’ha la tragedia di Willy, è che Desdemona fa proprio la parte della patèn: ma come? Tuo marito si avvicina con gli occhi assassini, ti mette le mani alla gola, e tu tranquilla, pacifica e serafica ti stai? Mah… queste eroine Shakspeariane… pps. e vogliamo parlare della bellissima canzone di D. Modugno e Pasolini, Che cosa sono le nuvole? no, meglio di no... September 08 "Across the universe" strikes back!!!Per la serie "dei Beatles non ne abbiamo ancora abbastanza"
e "Come trasformare una tranquilla giornata di Anniversario in valle di lacrime"
e ancora "Così finì in tragedia"....
Ieri , mentre Paola Barale e Raz Degan si dicevano addio (come il solerte Windows Live Today non ha mancato di informarci quest'oggi) in quel di Turi si è allegramente ( ed è il caso di dire anche "caldamente") festeggiato l'anniversario di matrimonio dei miei parents, Andrea e Rosanna, per l'esattezza il 25°. La cerimonia in chiesa è stata veramente un carrambacheanniversario, col sottofondo di singhiozzi di mia madre e di tutte le signoredelladomenicamattina che c'hanno la lacrima facile (abbiam ricevuto auguri da uno stuolo di perfetti sconosciuti...), e devo dire che per la prima volta dopo tanto tempo ho apprezzato una predica come si deve... don Linus è fort, nn c'è niente da fare. Alla sala poi...
Innanzitutto sembrava di esser andati in spiaggia, col solleone e bagnetto annessi, (come dicevo poc'anzi ad un amico insulare: il clima sta facendo di tutto per convincerci ad annetterci al Magreb... già alcuni settentrionali lo pensano: sud=tribù dell'africa pre-sahariana). La sala è una cosa nuova dei dintorni (mò facciamo pubblicità gratis), Masseria Cariello Nuovo, sulla Casamassima-Noicattaro, (per chi è interessato, si prenda per l'Auchan venendo da Turi o Putignano o giù di lì, poi ci sono le indicazioni, e si prende la strada che passa proprio alle spalle del Warner Village ecc ecc). Il servizio eccellente, la cucina qualcosa di raffinato e succulento che i buongustai non potrebbero disdegnare, l'animazione assai simpatica, e pian piano è diventata tipo di famiglia. A proposito di animazione, mio fratello ha dato spettacolo, scherzando (ma anche no...) con la signorina animatrice, e poi ad un certo punto ha preso mamma in braccio e lì tutti abbiam temuto il peggio.... per fortuna nessun infortunato.
Ma il pezzo forte è arrivato qundo la sorpresa che andavamo preparando da mesi (vale a dire il "come eravate" con le loro foto - Grazie Movie Maker - da quand'erano piccoli, a fidanzati, poi le foto del matrimonio, io e mio fratto e poi ora) col sottofondo di All you need is love che è diventato lo slogan-tormentone di ieri. (perchè ritornava anche sugli invitifattiincasa - e grazie Publisher - e sulla torta che il signor pasticcere della Masseria Cariello Nuovo ha gentilmente adattato alle nostre esigenze - e grazie Pasticcere. Sulla scia della faccenda, c'ha marciato pure il dj quando ha mandato la All you need is love original, vale a dire quella dei 4 (perchè, al contrario, quella del video era la ri-arrangiata e strabellissima di Across the Universe cantata da Jim Sturgess). Alchè ho fatto altri proseliti per il mio amatissimo film e la signorina-animatrice ha anche voluto segnarsi il titolo del film che non conosceva... (e quando mai...). Stessa cosa per zii e inviati. Insomma Across the Universe colpisce ancora, e si è pianto a fiumi (che dico? a cascate!!!!) quando sul crescendo della batteria nel finale c'è stato il corale rizzarsi di carni... è stato più bello che vederlo al pc fatto e finito... tutti insieme, fianco a fianco, mamma che singhiozzava, papy con la lacrimuzza, pure nonna Sissi, che è risaputamente una dura all'emotion in public, zii e zie, cugini e cugine che mi stritolavano a destra e sinistra, la signorina dj che si è commossa pure lei, e il caro signor Ernesto della gestione della sala che (cravatta rossa per distinguersi) si è dato un gran daffare su e giù per la sala... insomma piangeva e si emozionava tutto il mondo.
Infondo, il bello della vita sta nei semplici momenti di emozione pura e intensa, quelli che durano 2 o 3 minuti e che ricorderai per sempre.
LA CANZONE DEL GIORNO: ma... non saprei... forse... All you need is love? ahahahh :-P |
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