Angela's profileAssolutamente SuperlenzaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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June 30 Oh me, oh vitaIn questi giorni ho riscoperto Walt Whitman, dimenticato da mesi… non so perché, ma i suoi versi più di quelli di chiunque altro mi incantano; forse non più di E. L. Masters, ma in modo diverso… E’ un puro, eccessivo ed eccessivamente americano, ma profondamente vivo, anche se spesso ha creduto di esser morto, e di cantare la morte… presuntuoso, lancia sferzante le sue parole su tutto. Forse mi piace proprio per questo. Ah, sì: è anche gay. Ma, in fondo, non ha nessuna importanza, perché, come abilmente ha descritto Virginia Wolf in Orlando, l’anima è un’entità asessuata. E la poesia non è nient’altro che la scrittura dell’anima.
Tu lettore, palpiti di vita, orgoglio, amore, al pari di me,
Tu lettore, W. Whitman
Oh Capitano! Mio Capitano! per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande
Oh Capitano, mio capitano!, W. Whitman
Oh me, oh vita ! Domande come queste mi perseguitano, infiniti cortei d’infedeli, città gremite di stolti, che vi è di nuovo in tutto questo, oh me, oh vita?
Risposta
Che tu sei qui, che la vita esiste e l’identità, Che il potente spettacolo continui, e che tu puoi contribuire con un verso.
Oh me, oh vita, W. Whitman
LA CANZONE DEL GIORNO: Il Danubio blu, Johann Strauss
June 23 MastercardBenedetta estate 2008...
quante sorprese, quant'allegria nell'aria...
sono lievi questi giorni, e fanno un sacco bene al cuore. Dopo tanti anni di sregolatezze, e bozzi in testa, ho finalmente imparato a godermi la vita così... in semplicità, per quello che passa ogni istante.
Niente preoccupazioni, nessun problema..
E quel friccicore al core' che, come dice la canzone, è davvero un toccasana. Vivo, 24 ore su 24, come se fossi costantemente in un parco divertimenti...
diciamo che, in tutto questo, il fatto di aver ultimato un libro a lungo sognato e pensato, serbato tutto per me... completa il quadro. Non so se, come qualcuno dice, forse anche ironicamente, sarà un best seller, ma so che ho dovuto scriverlo. in questi dieci anni e passa, sono stati molti i momenti di abbandono e sconforto totale; mi dicevo: sè.... ma che cavolo fai? ma chi lo andrà a leggere?
Ieri rileggevo per la trecentomiliardesima volta le prime 50 pagine (seconda revisione) e mi sn venute di nuovo le paturnie... mi annoiavo. ahah, allora ho chiamato Anto (la mia assistente personale, nonchè prima lettrice) e gliel'ho detto, e mi ha presa a pesci in faccia, anzi mi ha "redarguito" con un "vedi di muoverti a finir di metter a posto l'ultimo capitolo, che lo voglio leggere". in effetti, arrivati lì è un pò cruciale il fatto...
molti, giustamente, mi chiedono: ma di che parla? o: di che genere è?
e mi trovo sempre in forte imbarazzo; genere, è un pò riduttivo ficcarlo in un genere piuttosto che in un altro, quindi liquido la domanda con "romanzo".
quanto al "di che parla", è una cosa così complessa... diciamo che ci sono diversi livelli di lettura: quello più terra terra, con la storia, tra ammazzamenti, boss, fughe, botte, tradimenti, qualche amore di passaggio, intrighi e via dicendo...
Il livello un pò più alto, è anche un pò più... riflessivo. Sollevo vari temi e dubbi, e do poche risposte in realtà, come giustamente Umberto Eco incita a fare.
In conclusione, mi son divertita un mondo a scriverlo, e nel farlo sentivo forte il bisogno di condividerlo con quanta più gente possibile. Piano piano la placenta andrà via...
E' stato anche molto emozionante, coinvolgente; pensate che, a volte (ora mi giudicherete stupida o psicopatica), nel pensare ad un certo dialogo o a come render meglio il carattere di un personaggio nel tono della voce o l'espressione del volto, entravo così nel vivo che, se c'era un'incazzatura, m'incazzavo io stessa per il resto del giorno, se un qualcosa di commovente mi mettevo a piagne, se un qualcosa di esaltante mi saltava la pressione a 200... mettere per iscritto qualcosa che hai soltanto nella tua mente, ma che da quel momento in poi esiste grazie a te, è un'emozione che nn ha prezzo. per tutto il resto c'è mastercard.
ora mi sto divertendo a trovare le citazioni di apertura capitolo, cui avevo già pensato mesi fa, solo che ora è una faccenda più seria..
Vi terrò informati su case editrici e diritti d'autore quando avrò dati più certi. fino ad allora buon martedì, e siate felici come lo sono io ora.
LA CANZONE DEL GIORNO: How can you mend a broken heart, Al Green (è malinconica, lo so, ma mi piace un sacco, anche se nn lo sono) June 19 Scheletri nell'armadio e misteriosi nascituriIeri sera è stata una di quelle sere che definirei grandiose; non sono uscita con un ragazzo (anche se al principio ce n'erano due), non ho vinto al superenalotto, non ho fatto niente di speciale. Semplicemente io e Anto siamo andate alla fortezza di Sant'Antonio dove Giuliana Sgrena ha presentato il suo ultimo libro (Il prezzo del velo) che leggeremo prossimamente, abbiamo ascoltato, riflettuto e commentato su quanto detto, e continuato a farlo anche dopo quando, appena uscite, siamo andate a mangiare alla Gyrosteria che era lì a due passi (via re Manfredi) passando una magica serata perfetta, tra uno spiedino e un pò di Tzatziki (che adoro). (ΓIANNEΣ cmq ve lo consiglio vivamente, soprattutto il piatto Tsulaki, con gli spiedini di maiale mmmmmmhhh....). Il tema centrale era il femminismo, quello che c'è e quello che non c'è; quello che in Egitto esisteva ai primi del '900 portando alla liberazione delle donne dal velo e ad avere un ministro donna negli anni '50, ben vent'anni prima che ciò accadesse in Italia; e quello che in Italia e nel resto del cosiddetto "Occidente" è ormai morto da tempo. Alla fine le nostre elucubrazioni mentali vertevano su questo: come può la donna oggi emanciparsi davvero, e che cosa vuol dire, in fondo, emanciparsi? Perchè, a ben pensarci, l'emancipazione come l'intendiamo noi oggi, vuol dire "smettere" i panni della donna e mettere quelli dell'uomo; ai vertici di potere, dappertutto, ci sono sempre e solo uomini, e le donne che prendono questi posti sono molto poco donne e, in realtà, costrette a "diventare uomo"... devi avere "le palle" cubiche per comandare su altri uomini, devi mostrare una serie di qualità molto poco "strettamente femminili". Gli stessi uomini se mostrano un carattere non esattamente da "duro" si definiscono tra loro "femminelle"... E poi: perchè sono necessarie le "quote rosa" affinché un pugno di donne entri in parlamento? perchè se su dieci medici sette sono donne, i primari sono ancora (quasi) tutti maschi? perchè ancora oggi la donna deve scegliere tra famiglia e carriera, quando per l'uomo, molto spesso, il problema non si pone? Sono cose (sopratt quest'ultima) che, molto più di frequente di quanto pensiate, ci angustiano; e che, ancora, non hanno risposta. E' un tema a me molto caro questo e, non volendo, anche al mio bambino; e, non vi nascondo, mi angustia proprio perchè tira fuori un sacco di contraddizioni... mie, e del mondo circostante. Noi donne occidentali crediamo di essere più libere di quelle medio-orientali solo perchè non portiamo il velo, ma siamo, ugualmente, schiave di ben altri veli; siamo schiave della massificazione, dei clichè che la società ci ha costruito intorno, della pubblicità, degli schemi mentali, dei pregiudizi... ci sono metri di giudizio a cui ci affanniamo di corrispondere, senza nemmeno rendercene conto... e scambiamo per femminismo l'ostentazione di un ombelico, o il tornare a casa alle cinque del mattino anziché alle dieci. Siamo le stesse donne che vanno a sfilare davanti alle telecamere di Uomini e donne per fingere di... corteggiare un uomo!!!!! (è femminismo???), e le stesse donne che dicono "Vabbè, ma portare il velo per loro è un simbolo, il simbolo della loro cultura, come per noi lo sono i jeans". Già, perchè i jeans, come un burqa, ti impediscono di esporre la pelle alla luce del sole, te la fanno desquamare fino a sviluppare vere e proprie malattie, ti fanno sviluppare carenze vitaminiche, tipo Vit D (che serve ad assumere calcio), e la Vit A (che serve per un sacco di cose tra cui la vista). E' uguale. Sono queste ipocrisie che il vero femminismo dovrebbe forse, oggi, combattere; può darsi che il velo sia nato come simbolo di una cultura, che leghi tutte le persone che vi appartengono in un tutt'uno, ma di fatto è un sopruso. E' un sopruso il semplice fatto che non c'è possibilità di scelta; e che, soprattutto, diventa in realtà il simbolo di uno status, una prevaricazione in tutto e per tutto. Dice Giuliana Sgrena: "Io sono contro il velo, non contro le velate"; "Non giudico la cultura dei Paesi Islamici in quanto cultura, perchè reputo, anzi, la cultura Araba, ad esempio, molto più elevata di quel che si crederebbe; ma credo che nessuna cultura possa dirsi superiore ad un'altra". Perché tutte le culture, a ben vedere, hanno i loro lezzosi scheletri nell'armadio.
LA CANZONE DEL GORNO: Heroes, David Bowie
ps. verrete edotti sulla faccenda del nascituro tra una settimana esatta da oggi. Fino ad allora... sì, penso proprio che vi terrò sulle spine... ahahah
June 18 NotizieNotizia 1 - Come avete già abbondantemente supposto (questa parola messa così mi rimanda ad altre cose... ma bypassiamo l'argomento) ieri si è fatto ben 3 volte - ripeto: 3 volte - il caffè con la cosiddetta "caffettiera mistica" ed essa non ha straripato - ripeto: non ha straripato. Io direi che forse è il caso di chiamare Giacobbo, o magari un esorcista.
Notizia 2 - Sono due notti che sogno e nel sogno parlo e penso in inglese; stanotte ero a Londra.... Mah
Notizia 3 - Il bambino sta nascendo. Ripeto: il bambino sta nascendo.
ciao friends, adesso sono nel pieno di una fase creativa e non posso dilungarmi, ma a breve avrete mie notizie (spero)
LA CANZONE DEL GIORNO: Enjoy the silence, Cluster (che fa, letteralmente, rizzare le carni)
June 13 PreveggenzeNon è che le cose per la Nazionale stiano andando benissimo, eh.... e dire che oggi la caffettiera non ha straripato.
Sì, perchè la nostra è una caffettiera veggente... nonostante tu gli metta dentro una sputazza d'acqua, certi giorni decide di moltiplicarla (vedi: miracolo dei pani e dei pesci) e allaga tutta la cucina; e alle 7,00 del mattino tu ti dici "Buongiorno", e pulisci la cucina con gli occhi ancora picciosi di sonno.
Certi giorni straripa, certi altri no; allora Monica, da un pò di tempo, ha fatto un'interessante osservazione meta- scientifica: forse la caffettiera è sensitiva, e ci avvisa, a prima mattina, se qualcosa è destinato ad andare storto. Sicchè se straripa, è brutto segno; se no, va tutto bene.
Lunedì scorso straripò; Monica a giornata avanzata ci informa che non era ancora successo nulla di negativo, e sentenzia "Vorrà dire che perderà l'Italia".
Spero che il signor Donadoni e compani non vogliano mai leggere quest'intervento...
cmq, al massimo, si può far causa per danni morali alla Bialetti. O direttamente alla caffettiera (che, attenzione, potrebbe essere animata di vita propria).
C'è da dire che oggi non ha straripato; ma c'è anche da dire che stiamo pareggiando.
Forse ci sta andando già bene così... anche se non è ancora finita. ahah.
LA COMPILATION DEL GIORNO: Home, Sheryl Crow - If I fell, E. R. Wood - How can you mend a broken heart, Al Green
June 08 Come l'aria, e l'amoreIl respiro del panorama era immenso. Ogni cosa dava un senso di grandezza, di libertà, di nobiltà suprema.
Il tratto più caratteristico del paesaggio, e della vita lassù, era l'aria. Ricordando un periodo passato sugli altipiani d'Africa, si ha la sensazione sconcertante di essere vissuti nell'aria. Il cielo era di solito celeste pallido o violetto, solcato da nubi maestose, senza peso, in continuo mutamento, erte come torri; ma aveva in sè un tale vigore d'azzurro da colorare anche i boschi, e le colline accanto, di una tinta fresca e profonda.
Nel pieno del giorno, in alto, l'aria era viva come una fiamma: scintillava, ondeggiava e splendeva come acqua che scorre, specchiando e raddoppiando tutti gli oggetti, creando grandi miraggi. Lassù si respirava bene, si sorbiva coraggio di vita e leggerezza di cuore. Vi si svegliava, la mattina, sugli altipiani e si pensava: "Eccomi qui, questo è il mio posto".
[...]
Amare la donna e la femminilità è proprio del maschio, come amare l'uomo e la virilità è proprio della donna; allo stesso modo la gente del nord è attratta dai paesi e dalle razze del sud. I Normanni si innamorarono dei paesi stranieri, della Francia prima e dell'Inghilterra poi. Quei vecchi Lord descritti nella storia e nei romanzi del diciottesimo secolo, sempre in viaggio per l'Italia, la Grecia e la Spagna, non avevano nulla di meridionale nella loro natura. Era il fascino di cose completamente diverse da loro, che li attraeva e li faceva restare. Arrivati per la prima volta a Roma e Firenze, gli antichi pittori e filosofi e poeti tedeschi e scandinavi s'inginocchiarono per adorare il sud.
Una strana, illogica pazienza verso un mondo estraneo nacque in quella gente impaziente. Come è quasi impossibile che una donna sia irritante per un vero uomo, e come, per una donna, un uomo non è mai del tutto disprezzabile o da buttar via, finchè rimane un uomo, così la gente del nord, dai capelli rossi e il carattere impetuoso, ebbe una pazienza infinita con i paesi e le razze dei tropici. [...]
Intuivano che nel contatto con una razza compeltamente diversa c'era una possibilità di comunione assoluta, quasi di identità: e il loro individualismo spariva. [...]
Quanto a me, sin dalle prime settimane passate in Africa, provai un grande amore per gli indigeni. Era un sentimento che abbracciava tutti, vecchi e giovani, uomini e donne. La scoperta delle razze di colore allargò enormemente il mio mondo. Come chi ama istintivamente gli animali, ma vive in un posto dove non ce ne sono e solo tardi, nella vita, viene in contatto con essi; o chi per natura ama boschi e foreste ma entra per la prima volta in una foresta a vent'anni; o chi è nato per capire la musica e la sente per la prima volta solo quando è già adulto; così è stato un pò per me.
Quando conobbi gli indigeni, tutta la mia vita si adattò all'armonia dell'Orchestra.
Da La mia Africa, Karen Blixen, 1937.
ps. Sidney Pollack ci ha anche fatto un bellissimo, straordinario film con R. Redford, Meryl Streep e K. M. Brandauer nell'85. E non a caso, credo, ci ha anche vinto qualche oscaretto (miglior film, regia, colonna sonora, sceneggiatura non originale, fotografia) nell'86.
LA CANZONE DEL GIORNO: If I fell, The Beatles (fatta da Evan Rachel Wood) |
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