Angela's profileAssolutamente SuperlenzaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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May 25 Limoni, amici e cose gratisVedere cortili normalmente "chiusi", nel magnifico centro storico di Lecce, è un evento indescrivibile. Bisogna vederlo, esserci. Ieri, giornata di solleone da mare, armati di bottiglie d'acqua, creme solari e infradito, io e le insospettate conoscenze cinematografiche ecc ci si è immersi nel centro storico di Lecce la bella, in occasione della manifestazione promossa dal comune "Cortili aperti": uno che gira, anche abitualmente per Lecce, non lo sa, ma dietro portoni e muraglioni della tipica giallastra pietra leccese si nascondono..... giardini di nespoli e limoni, prati in fiore e scalinate, muri interamente coperti di edera dal pavimento (verde prato) al cielo, sei sette metri più in su... cortili che sanno di antico, di storia, di famiglie nobiliari, e che finalmente si aprono al pubblico, al popolino do gente normale che nelle corti non è uso abitare...
signori, se vi dico che anche le insospettate conoscenze cinematografiche ecc si è emozionato, uomo lontano dalle emozioni umane e che non deve chiedere mai, dovete davvero credere che sia uno spettacolo di bombardamento emotivo. Insieme alla goduria degli occhi, delle orecchie (silenzio assordante: il mondo resta chiuso fuori del portone) e del naso, anche quella dell'itinerario-caccia al tesoro: e meno male che noi donne siamo pratiche con le cartine... ieri, cartina del centro storico alla mano, da porta Napoli si è girato in lungo e in largo fino al castello CarloV, porta s. Biagio, porta Rudiae, passando per il palazzo della provincia, e ovviamente la magnifica chiesa di Santa Croce, il gioiellino del barocco animalesco leccese: grifoni e draghi, insieme a cavalli e scimmie a sorreggere la facciata della chiesa, col suo rosone ricamato in pietra. Arrivati qui, come supponevo, le insospettate conoscenze cinematografiche ecc ha aperto tanto di bocca e spalancato gli occhi afasico. Eh, lo so, Santa Croce ammutolisce tutti.
Come disdegnare piazza Sant'Oronzo con il quarto dell'antico anfiteatro della Magna Grecia che fu? A mezzoggiorno, rintanati sotto l'ombrellone del bar sulla piazza (a tener fuori la gamba ti si arrostiva a vista) abbiam visto la piazza sorniona, luminosa, desolata (tutti al mare....), con biker, dai più sfigati ai più arditi, fino a due tizi raccomandabilissimi che viaggiavano da chissà dove per chissà dove sulle loro brave Harley-Davidson, che passavano e spassavano davanti a noi boccheggianti. Più tardi al vespro (le rondini sanno annunciarlo bene, frignando e girando, un pò sceme - dal caldo? - sempre in tondo) si affollava la movida chiassosa e anche un pò troppo soffocante, caotica... colori più freschi, ruggine, azzurrognolo, rosso-arancio. Sembrava un'altra piazza.
Nel giardino di limoni di Palazzo della Ratta Teresa Ciulli aveva esposto alcune sue opere che avevano la musica come tema dominante e principale, appese in gran parte ai rami dei suddetti limoni. Sembrava di essere in una poesia di Montale, coi limoni sopra a coprirci la testa dal sole. Che belle ore, di ricerca di scorci e strade, di sorpresa e fiati trattenuti davanti alle chiese più strane e improbabili (a proposito: milioni di chiese nel raggio di pochi metri); di conoscenza di nuove persone e riscoperta di amici ritrovati.
A sera, stanchi ma ebbri di tante cose che ci siam portati dietro, le povere conoscenze cinematografiche correvano sull'asfalto verso casa, mentre io, incapace di trattenermi, dormivo sul sedile affianco, col naso gocciolante e chiuso dall'allergia funesta, e il cervello sorridente per la bella scampagnata fuoriporta.
è proprio vero: le cose belle della vita sono gratis.
LA CANZONE DEL GIORNO: Era de' Maggio (S. di Giacomo - P. M. Costa), performed by F. Battiato May 11 Mino&Massi a DecanterNotifico qui, per tutti gli eventuali avventori dello spazio qui presente,
che domani, alle 21,30,
su Radio2,
nell'ambito della trasmissione radiofonica Decanter,
i miei due amici Mino&Massi presenteranno il loro libro
"Ballata ignorante per destini comuni".
Siete tutti invitati all'ascolto... anche e soprattutto perchè meritano!!
:-D
baci Grazie a tuttiChe cosa mi doveva capitare........
Ieri le insospettate conoscenze cinematografiche ecc. mi dice "mettiti in tiro, che andiamo a sentir un mio amico che suona in un posto - appunto - elegante".
E io, come Garibaldi, obbedisco. Un pochino di soggezione, tra i collant e la scelta dell'abbigliamento, la percepisco. Gonna lunga o corta? abito nero pretenzioso o finto chic casual, mezzo elegante mezzo a modo mio? sono problemi esistenziali, questi.
Per la prima volta nella storia Angela-Superlenza era in orario. Anzi, persino in anticipo. Galeotti furono gli orecchini, quelli buoni, che non riuscivo a trovare.... (poi, dopo 40 minuti di ricerche infruttuose, mi son ricordata che li avevo messi, all'areoporto di Torino, in una tasca dei jeans, dato che mi suonava il metal detector, jeans che a loro volta avevo messo in borsa, visto che no entravano in valigia... in parole povere: li trovai). Per la prima volta nella storia scendo, e aspetto per ventuno minuti buoni le insospettate conoscenze ecc. Che giust'appunto gaude dell'evento.
Mi rimbambisce il cervello con discorsi atti a confondermi e tenerlo impegnato (il cervello), e per stradine della provincia di Bari contorte e insolite.
- Ma dove stiamo andando?
La domanda cade ad arte nel vuoto.
Si fa tappa temporeggiatrice a Conversano. Per la quale continuiamo a girare per strade che di solito non siamo usi fare.
Poi Polignano.
- Ma dove stiamo andando? -
Le insospettate conoscenze mi da corda, mi porta in giro, parla al cellulare. Ad un certo punto sembra dirigermi verso un posto. Una pizzeria???
- Ma come? Il tuo amico suona... in una pizzeria?
- Sai com'è, per giovani emergenti, bisogna sapersi accontentare... -
Scorgo la testa di un mio amico.
- Toh... che coincidenza... ma guarda pure loro qui... -
Poi mia cugina... mio fratello... mio fratello???? Mio fratello che mentre io aspettavo giù si scapicollava fuori della porta dicendomi "Ciao, esco con gli amici di Casamassima..."
Scatta l'applauso.
TANTI AUGURI A TEEEEEE TANTI AUGURI A TEEEEEE.
No. era proprio vero. Proprio come immagini possa essree ma al momento opportuno non riesci a intuirlo.
Mi hanno proprio fatto una festa a sorpresa, con all'incirca 10 giorni di ritardo... senza che io sospettassi minimamente la cosa!!!
Con tanto di torta e regalo!!! Un regalo che andavo chiedendo a Babbo Natale da un paio d'anni. J'adore.
Kekkosa bella. e Come mi sono sentita scema!!!!
Sono stati tutti bravissimi... da mio fratello, a mamma e papà, a Tea, ad Elisa, alle insospettate conoscenze cinematografiche (oscar), e Anna, Angelita, Giuseppe. Proprio bravi.
Qualcuno ha avuto l'ardire di dire che:
- Scusa, non ti offendere, ma non è stato affatto difficile prenderti in giro....."
E devo dire che, dopo tutti i mugugni (che le insospettate conoscenze eccc ha dovuto sopportare) circa il mio comple, forse non ho mai avuto un compleanno così lungo, così festeggiato e così insolito.
Grazie atutti, di cuore :-D May 09 Angela a Novello parte 3Devo avere una strana propensione per le trilogie. Mah...
cmq, Nella giornata di domenica scorsa (madò... è già passata una settimana!!!! sembra ieri...) altro personaggio memorabile fu Nicolai Lilin, autore della "Educazione siberiana", Einaudi. Personaggio che più inquietante non si può. Sul palco della tela di Dio, col sole a picco che ci ha ustionato inconsapevolmente, Federica De Maria se l'è vista sola soletta con questo russo fermo e immobile, che parlava di efferatezze inconcepibili come se stesse parlando della ricetta dei bocconotti della nonna, con un tono calmo, piatto. Agghiacciante. Faceva, però, discretamente tenerezza, questo sopravvissuto che, venuto via da una vita spericolata per forza, a far tatuaggi da noi in italia, ha scoperto se stesso e un nuovo modo di vivere solo attraverso la moglie e la figlia. Scusate se è poco. La storia dei tatuaggi è affascinantisima: nella cultura siberiana essi raccontano la storia della persona che li porta. E' come se il corpo parlasse, senza che sia necessario dir nulla di sè; e soprattutto in un codice che solo chi appartiene a quella cultura può interpretare. Un codice segreto che Lilin non svelerà mai.
Bestiale....
Dopo i musicanti parlatori invece ci fu Baricco. Altro personaggio che mi incuriosiva.... non molti conoscono le ragioni (irragionevoli) per cui mi era un pò inviso questo personaggio. Diversi anni fa indisse un concorso che metteva in palio un corso alla scuola Holden; bisognava mandare al tot indirizzo mail un racconto, o brano di qualsivoglia natura, che parlasse del lavoro. In qualunque accezione. bisognava fare questa cosa in non oltre... non ricordo bene, ma mi sembra non oltre 300 caratteri... bò, può essere. Mandai un pezzo, che a me piaceva molto, intitolato "Io lavoro col cervello", che giocava sul doppio senso della frase, giacchè all'epoca avevo proprio a che fare col cervello, su cui studiavamo la Barriera Emato Encefalica. Non ebbi mai alcuna risposta; nè positiva nè negativa. Sul sito, poi, pubblicarono il pezzo vincitore... sarò di parte, ma, non mi piacque alla follia... a distanza di tempo raccontai questa cosa a Filippo che alla Holden ci è stato, e che ridendo disse "Ma capace che il pezzo non te l'hanno nemmeno letto...". Carina, come cosa. E, mi domando, come posso sperare di venir letta da una X casa editrice allora?
Andiamo avanti. Il signor Baricco parlò dei barbari. molto stringatamente dice ciò: questa specie di barbarie culturale cui si sta assistendo inorriditi altro non è se non un cambiamento. La società, la tecnologia, i referenti, il linguaggio... tutto sta cambiando. E' successo centinaia... che dico? migliaia, milioni di volte nel corso della storia. Crucciatevene, se volete, ma le cose stanno così: non si può salvare se non ciò che può adattarsi a questo cambiamento. Darwin impera, tutt'oggi. E io sono perfettamente d'accordo, come accennavo a questo proposito a pranzo, ad Emilio Targia e Federica De Maria (che, a proposito han scritto un libro intitolato "Chi ha paura di Beppe Grillo?", con prefazione di Oliviero Toscani, e postfazione di Marco Pannella. non letto, ancora, ma si provvederà quanto prima...). Questi ultimi due sono i famosi amici tra una birra e un caffè di cui si accennava nel precedente post.
Ora, perdonate, vorrei essere brillante e sarcastica come mio solito, ma ho le duracell un pò scariche. E il mio disorientamento giovanile è a mille. Ecco, questo fa di noi i giovani d'oggi: mai niente, neanche le tue misere piccole certezze, sono certe. Cerchi inutilmente un qualunque baricentro intorno cui far ruotare tutto il resto, e rimani perennemente con l'asse in mano. E non sai enmmeno dove poggiare i piedi. Buona giornata, se vi riesce di farla buona. May 08 Angela a Novello - parte 2Dopo i saggi, e le ispirazioni poetiche... venne Efraim Medina Rejes.
Un sorto di marcantonio sudamericano, ex pugile, con la faccia (come direbbe il nostro amato presidente del consiglio) abbronzata e i capelli tipicamente sudamericani. Cioè neri e portati lunghi. l'incontro (dialogico, non pugilistico) l'ha moderato Sergio. Ma al di là della verve oratoria dell'anti-Gabriel-Garcia Marketing colombiano (1 metro e 90 di acido solforico), il vero momento "brivido" doveva avvenire in tarda serata, quando Medina Rejes ha.... cantato! in realtà... più che altro parlato... ma non importa. Sonorità molto orecchiabili e performance... come si accennava... da brivido!!! Lui, col suo spagnolo che (per chi non conosceva lo spagnolo) non ci si capiva una mazza... a questo fusto "mediorientale", che ondeggiava appena al ritmo della batteria e del basso, ti si incollavano gli occhi e tutto intorno diventava niente. Mamma mia... carisma calamitante, che forse non si vedeva dai tempi di JIm Morrison... no, dai... forse esagero... :-P
Cmq, il grande evento della serata doveva essere in realtà Jovanotti, in versione oratoria anzicchè musicante. Se devo essere sincera... non l'ho seguito molto, primo perchè non è esattamente il mio cantante preferito, secondo perchè sinceram non mi è parso che stese dicendo proprio chissàkkè.... ma il vero obiettivo della serata era consegnare nelle mani del Jova il libro di Mino&Massi. Il libro, dalle mie (mani) è passato a quelle di Filippo e.... resterà mistero sulla sorte finale del libro in questione. Perchè Fil sostiene di aver portato a termine la missione, Mino ha dubbi a riguardo... ma andiamo avanti.
(C'è da dire che, non l'ho fatto apposta, ma Jova mi è passato a meno di venti centimetri e... non è che potevo buttarmi addosso o prendergli un braccio... c'aveva pure tre carabinieri alle costole.... capace che mi arrestavano...)
Finalmente letto, e poi luce di nuovo. Domenica mattina Mino&Massi se ne son andati sulla pandina celestina, e io???? Io ho aspettato Sergio, che mi è venuto a prendere dal Mulino, dove abbiam lasciato la signora Anna che quasi piangeva dalla commozione di vedere Sergio a meno di un metro... a Novello, il tempo di un caffè, e si è ripreso a parlare saggiamente: DEL FUTURO.......................
Ero così ansiosa di sentire questi tizi che fanno fantascienza a pien diritto (non come me, che lo faccio a sgamuffo....), tipo Bruce Sterling (Artificial kid, Mondadori) e Tommaso Pincio (Cinacittà, Einaudi) che mi sono un pò assentata temporaneamente dalla vita intorno. Non mi hanno risollevata, ma neanche abbattuta... la parola d'ordine era nuovo: serve, alla letteratura di oggi e del quasi domani, e quindi anche alla fantascienza, un nuovo linguaggio, nuove forme, e probabilmente anche nuovi materiali (digitale anzicchè carta e inchiostro, per dirne una...). Sterling era il più catastrofista di tutti, non dava spazio alla minima inconsistente illazione ottimista. In ciò ho pensato di essere una scrittrice di fantascienza molto fuori dal coro. Poi, poco fa, son capitata sul sito di Pincio(www.tommasopincio.com) e ho letto come è partita Cinacittà, il suo ultimo libro, nella sua testa.... e mi son sentita molto più vicina a questo signore di quanto quei due metri spicci tra me e il palco quel giorno non avessero fatto...
In realtà solo nel pomeriggio, dopo il bellissimo ed emozionante momento ludico-commovente-musicale con le strisce e l'esperienza di Staino, ho preso a dirmi "devo darmi una smossa... se non me la do io, sto fresca ad aspettare che il mondo venga a bussare alla porta di casa mia...".
Nel pomeriggio, su uno spiazzo che si buttava a strapiombo nelle langhe, il palco contro quella che ho definito "la tela di Dio", il panorama delle Langhe con le colline tutte verdi e ordinate, squadrate da vigneti e noccioleti, con l'aria diafana e sfumata della controra, si parlava di musica e libri, e ancora di giovani. Questi sconosciuti.
Un tizio che non conoscevo e che ho riconosciuto lì bravissimo nel ruolo di moderatore, moderava tre soggetti che... ognuno se ne andava per i fatti suoi. Tre uomini e un perchè. Tre uomini a zonzo. Il tizio è Alberto Campo, critico musicale e giornalista (Sergio mi ha detto sia stato DJ ai tempi in cui i capelli grigi di Campo eran tutti neri, e che era addirittura un suo fan sfegatato), e i tre uomini rispettivamente:
- Boosta dei Subsonica, l'uomo con lo spessore intelletuale di una sottiletta
- Marco Ravelli, l'uomo con lo spessore intellettuale di una crosta terrestre
- Gianluca Favetto, uomo con spessore intellettuale.
Il problema del povero Campo era mica da poco: tenere in riga quei tre... manco Ben Hur ci ha messo più fatica a vincere la corsa delle quadrighe. Ma dicevo: quei tre. Campo gli faceva la domanda, e a Boosta gli partiva il tic dell'asta del microfono (svitava e riavvitava continuamente). Che si vedeva lontano un miglio quali fossero i suoi canoni di successo... Il povero Ravelli è sicuramente uomo coltissimo, che dava punti a chiunque... ma, signor Ravelli, per seguirla nel suo discorso che a Pindaro gli fa un baffo bisogna avere tre lauree e 4 master in comunicazione! Ritorno a dire: caro artista, magari sei bravissimo a creare, ma rivediamo un pò la comunicazione per Dio, sennò... che crei a fare? Molte idee, molto confuse e che però meritavano di passare: alcune cose le ho trovate estremametnte interessanti e condivisibili, ma la fatica uditoria è un pò deterrente...
Terzo e ultimo, Favetto. L'unico dei tre a sapere che per parlare basta un soggetto, un verbo, un predicato e un concetto chiaro (e possibilmente non banale) in testa. Che poi alla fine è stato preso anche lui dalla Ravellite, e vabbè... diciamo che negli ultimi minuti ha perso qualche punto con un'infelice uscita che non condivido affatto circa la "produzione artistica": Favetto dice che la musica, il cinema eccetera, possono essere considerate "industrie" per le quali possono anche vigere (tristemente) le fredde leggi del mercato. Ma che i libri invece no, non sono prodotto. Essi sono un discorso a parte...
Ebbene... no. I libri sono prodotto tanto quanto un brano musicale o un cortometraggio. Lo conferma il fatto che se vuoi farti leggere devi passare da una casa editrice e dai "loro" criteri di vendibilità,ossia:
- notorietà dell'autore (o meglio: del nome in copertina, che non necessariamente è lo stesso tizio che ha scritto il libro)
- mole della bozza
- commerciabilità del soggetto
Un povero in canna non ha moltissime possibilità.
E' inutile che ce la suoniamo e ce la cantiamo: l'arte non è gratis. Non in questo mondo.
Quindi, salvato il salvabile, affinchè ci sia fisicamente un oggetto chiamato libro, è necessario che sia "prodotto".
Fine della seconda puntata.
anticipi: nella prossima si parlerà di Lilin, Baricco, e due amici conosciuti tra un caffè e una birra.
LA CANZONE DEL GIORNO: quella dei giorni precedenti.... che, lo so, non ho ancora postato sul media player May 06 Angela a Novello - parte primaAngela a Novello ci è sbarcata il primo maggio. Con l'aereo.
No: con ordine.
Angela a novello tanto per cominciare ci è andata con due amici, scrittori esteporanei, autori della "Ballata ignorante per destini comuni". Bel libro di cui, lo so, non ho ancora parlato, ma che volete... il tempo è mastercard...
il volo bari-torino era spezzato a Roma, cioè nelle due tratte bari-roma e roma-torino. La sera prima di partire scopriamo che il volo bari-roma è lo stesso, ma per qualche ragione fisico-chimica poco chiara che l'Alitalia non ci ha saputo spiegare... il volo roma-torino era diverso, con un lasso di 4 ore e mezza tra il mio e il loro. Un delirio. Decidiamo saggiamente di chiedere l'indomani a qualche compiacente signorina di aiutarci. Anche perchè solo 6 mesi fa a Roma mi sono persa rispettivamente prima alla Termini e poi tra piazza di Spagna e piazza Navona... quindi, in un certo senso, collego Roma alla mia natura smemo-dispersiva. Figuratevi mò se al Leonardo da Vinci non mi perdevo l'aereo....
Cmq, andiam dalla signorina (poco compiacente) che ci chiede toma toma 50 EURO per farmi cambiare volo. Io, Mino e Massi ci guardiamo per due virgola cinque secondi nelle palle degli occhi e capiamo che "col cavolo che te li diamo 50 euro". Questi vogliono risolvere la crisi sugli studenti squattrinati. Vergogna.
Facciam il check in, andiam al gate. Poco prima di salire sull'aereo guardo di sfuggita il biglietto roma-torino... l'orario era lo stesso del volo di Mino e Massi. Controllo il codice del volo: era lo stesso. Quel (buon) fesso del check in s'è sbagliato e c'ha fatto i biglietti uguali a tutti e tre. E l'Alitalia s'è persa 50 euro. Ora capisco perchè la crisi in Italia è inevitabile.
Da Caselle abbiam noleggiato una celestina pandina e (facendo strage in un tranquillo ristorantino di Cherasco- già langhe) si è fatto tappa, da bravi meridionali DOC, all'alloggio. A proposito, faccio gratis pubblicità alla signora Anna, convinta (povera) che siam autori scrittori meta-famosi e ci ha offerto caffè e gianduiotti,(www.ilmulinodigeminella.it) e che ha rimesso a nuovo di recente un mulino ad acqua con appartamentini sfiziosi a basso costo, in una fantastica valletta verde.
Dopo il meritato riposo, a Novello ho trovato i miei due cari amici, Filippo Taricco, che con molto sudore e ulcere gastriche ha costruito questa macchina elettrica che era Collisioni, e Sergio Dogliani, principal manager delle Idea Store a Londra che conobbi, come qualcuno ricorderà, a Bari quella volta che ne dissi di cotte e di crude sui Presidi... ma questa è un'altra storia.
Si è cenato allegramente tutti insieme, un grande Carramba che sorpresa... tutti sorpresi ovviamente che fossi viva, vegeta e deambulante ad appena 3 settimane dall'operazione. E delle tipiche portate infinite, luculliane e financo ardite. Un assaggino:
- antipasto tipico con carne cruda, leggermente macerata in limone e aceto (credo) con scaglie di (formaggio?) e tartufo bianco - una moderata mappazza rossiccia che a prima vista non pareva granchè invitante... ma poi l'ho finita. Del resto non sono morta.
- un tipico raviolone gigante con una tipica roba verde e (udite udite) un tipico uovo mezzo crudo dentro!!!! kekkosa brutta, ho pensato, io solita meridionale malpensante. Però mi son magnata anche quello.
- dopo aver passato le tagliatelle (ke sennò altro che Novello... al pronto soccorso passavo il compleanno), un tipico risotto al barolo..... che... peccato che non si poteva fare il bis!!! matò, una cosa che non ve la potete immaginare... me la sognerò la notte!!! una goduria delle papille.
Poi, scorto un biliardino fuori da questo posto, i miei 2 accompagnatori hanno improvvisato il vero evento di Novello: Puglia contro Piemonte. ovviamente vinto dalla Puglia, 6 a 2. I simpatici ragazzi volontari dello staff di Collisioni però non se la sono presi a male... (credo)
Il giorno dopo parte Collisioni. Parte col video di Camilleri e poi i 4 saggi di cui parlavo ieri. A proposito, devo (sennò la ghigliottina è prossima) a onor del vero ammettere due cose
1) il moderatore, Emilio Targia, nulla colpa aveva nello sfacelo comunicativo intorno a sè. Tant'è che a tratti lo guardavo e pensavo "Povero..."
2) tra i 4 saggi salvo, a pieni voti, Bajani, un "giovane" autore di 40 anni che s'è preso la briga di studiarli da vicino questi giovani. E che è stato l'unico a saper comunicare qualcosa che potesse sedimentare nei neuroni.
Su Scurati, che, povero, era uno dei 4 saggi mi vien da dire ciò: magari si può essere tanto bravi a scrivere, ma molto meno bravi a parlare. Può succedere. A pagina 39 della Stampa di oggi, sotto la foto che il fotografo ha fatto a me e a Sergio (ben consapevole della portata del soggetto fotografico), c'è un lungo e bellissimo, esaltante articolo, che incensa Novello, i giovani che han ben lavorato e i giovanili entusiami in generale. Beh, è il caso di dire che si è salvato in corner.
ora scappo che sennò mio fratello mi sbrana.
fine parte prima -
ps. il festival a Turi lo chiamiamo "commozioni cerebrali"? mio fratello sullo slogan, con la benda e i cerotti....
LA CANZONE DEL GIORNO: quella di ieri... che ancora non ho messo... sorry May 05 Nata il primo maggio ?
Se siamo noi i giovani
lo capiamo da quello che dite
voialtri, che altro da noi
evidentemente
sentite di essere.
Se siamo noi qualcuno
o qualcosa
siamo quello che voi,
che avete il diritto di dire,
descrivere e classificare
dite.
Se abbiamo noi
il diritto di sapere
lo esercitiamo
solo ed esclusivamente
su ciò che voi lasciate
che si sappia.
E quello che sappiamo
di ciò che siamo
è solo che siamo esseri
senza ascelle nè vergogna
con le mani al posto dei piedi
e la bocca tra le gambe.
Più che bene forse.
Mi sono buttata, dal primo maggio al 4, nel festival che avevo segnalato nella finestra "Mondanities".
Collisioni.
Mi ha fatto venir la voglia di far un contro-festival della letteratura in Puglia, e di chiamarlo "Contusioni".
Ovviamente io ne sarei la rappresentazione vivente.
Non voglio farvi qui la superlenzesca cronaca di questi giorni, in cui mi è (come al solito) capitato di tutto, perchè non ho il tempo di farlo e soprattutto neanche le idee chiare. Devo ancora elaborare quel che mi è successo.
Di certo c'è che mi porto dietro, da lì, non un Barolo DOP, non un Nebbiolo, non una busta di nocciole, ma tante cose. Altre.
Tanti spunti di riflessione.
Tante facce nuove.
Tanti incontri reali. Strano, dopo anni che conosco gente su internet.
Il tema portante erano appunto le collisioni; e le collisioni,per esempio, tra le generazioni.
I vecchi e i giovani. Chi sono i giovani. Che vogliono che fanno che pensano queste strane creature simili a noi ma diverse da noi? Pensavano i saggi.
Il primo giorno, infatti, è stato inaugurato da un intervento video di Camilleri, e la discussione su "i giovani d'oggi" di questi saggi di cui accennavo. Io, che avevo compiuto appena 24 ore prima 25 anni, mi sentivo un pò chiamata in causa. Li ascoltavo con la curiosità e la soggezione iniziale che si può avere per un grande saggio che stia là, sul podio. Stavo lì sull'erba, seduta, e pensavo "chissà cosa pensano di noi questi strani esemplari, simili a noi ma diversi da noi, che sono gli ex-giovani".
Ex-giovani, perchè pure loro, poverini, a quanto pare sono orfani di definizioni; c'hanno 40 anni, e sanno di non averne 20, ma non si sentono vecchi, nè, forse, ancora abbastanza maturi. Ma parlano dei giovani. Questi saggi pensatori parlatori parlavano della loro gioventù cercando in essa le spiegazioni dell'essere giovani oggi. E ciò che più m sconcertava era: ma perchè lì in mezzo, qualche saggio pensatore parlatore non ha avuto la sua (consueta) geniale idea di metterci un "vero giovane"? E poi: come pensate di poter parlare dei giovani ai giovani senza adottare il loro linguaggio, senza scendere dal podio e mettervi nei loro panni, nel loro spazio?
Sono una giovane, e non ho la più pallida idea di cosa ciò voglia significare e la differenza tra me e voi è che non cerco linee di demarcazione, definizioni e paure a tutti i costi, ma solo soluzioni. Quando hai un problema, di solito, cerchi la soluzione più congeniale. Ebbene signori saggi pensatori parlatori, ci avete fatto angosciare ancor di più, ci avete messo in confusione le nostre poche ma certe idee che avevamo e tante grazie, vi siete parlati un pò addosso trascurando di considerare che stavate lì a comunicare e non a dimostrarci quanto siete bravi e quanto bene conoscete lo Zanichelli. Ma dall'alto della vostra attempata esperienza non ci avete dato uno straccio di soluzione. Non uno straccio di sentiero, magari anche poco battuto.
E allora, mi domando, signori saggi pensatori e parlatori, che avete avuto la Bravura (fortuna?) di poter pubblicare un libro, e in virtù di ciò il patentino dell'"insegnante di vita"... mi domado: come diavolo potete pensare che noi, i giovani, vi possiamo leggere o ascoltare? Perchè, dovete convenirne, in ciò, nella confusione odierna, siete, contrariamente a ciò che pensate, esattamente uguali a noi.
Mentre i saggi pensatori parlatori ci insegnavano i loro codici di vita, io riflettevo mesta, perplessa e sconcertata, e 30 secondi dopo la fine di questo incontro ho scritto questa poesia. E per la prima volta in 25 anni, dacchè scrivo, mi è sembrato finalmente di trovare, nella mia poesia, la cifra di me.
non ha un vero titolo, non ancora anche se mi piacerebbe intitolarla "?". E' il senso della cosa. Nessuno ci ha fatto domande, a noi giovani, e noi non ne abbiamo fatte a loro. Però si è molto parlato. Ha molto senso chiamarla "?", è un titolo senza suono. In realtà mi piacerebbe non che la leggiate, ma che l'ascoltiate recitata da me, perchè (ma questa è una mia considerazione personale) la poesia non vive davvero se è solo scritta; la poesia devi leggerla, ascoltarla e vederla, insieme. Deve essere interpretata nel senso più teatrale del termine. Ma questa, come diceva Ende, è un'altra storia.
Ho sempre creduto che il fatto di essere nata il primo maggio 1984 dovesse dire qualcosa. Una specie di strana stella, che non mi è ancora chiaro se sia buona o cattiva. Ma qualche strano influsso devo averlo avuto per forza, visto che proprio quel giorno ho deciso, io, di nascere. Io che, da calendario ostetrico, sarei dovuta nascere a luglio.
E' il primo compleanno che passo senza torte nè feste. Ma il regalo che ho avuto è immenso.
Di ciò si parlerà nelle successive puntate dove descriverò con dovizia di dettagli i luoghi, le persone, le cose incontrate.
Ora lasciate che ringrazi quanti a botta di tecnologia (cellulare, mail, messaggi su facebook) mi han fatto gli auguri.
Angela nelle Langhe - parte 0 - the end
aspè.... volevo dire.... mi piacerebbe commentare con voi, in modo interattivo, la poesia..., le figure che ho usato... sì, dai, facciamo dibattito virtuale, visto che il reale è troppo troppo difficile... :-P
LA CANZONE DEL GIORNO: mi viene in mente una ballata popolare leccese di cui ho parlato altre volte e che tra domani e dopodomani tenterò di mettere sullo space in sonoro. Bedda ci sì luntana, titola, che tradotto significa "Bella che sei lontana" (ma dai, che si capiva...).
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