Angela's profileAssolutamente SuperlenzaPhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    April 27

    Across the universe - Istruzioni per l'uso

    Come scoprire perle nel firmamento cinematografico attuale?

    1)      lasciarsi andare al caso

    2)      frequentare buona gente (che ne capisce)

    3)      adorare i Beatles

     

    la terza opzione è, oserei dire, conditio sine qua non per giungere alla suddetta perla, o per così dire, per meglio assaporarla (NB: Perle digeribili)

    Mai sentito parlare di Across the universe? Molto male, ma fa niente, si può sempre rimediare.

    E’ il racconto che ovunque troverete descritto come onirico e forse anche psichedelico, ma che qui descrivo e sottoscrivo come il miglior ritratto dello spirito occidentale negli anni a cavallo tra i 60’ e 70’, da molti spregiativamente definito come l’epoca dei figli dei fiori, o meglio ancora hippie.

    Sono gli anni della rivoluzione sessuale, e della coscienza femminile; gli anni dei primi contraccettivi; gli anni del “devo capire chi sono per capire cosa fare”; gli anni del carpe diem per eccellenza, col sottofondo di mariagiovanna, d’accordo ma... cosa volete? Nessuno è perfetto.

    Sono gli anni della chiamata alle armi e dei cortei pacifisti (fate l’amore non fate la guerra!) e nel caos scandito dalle bombe e dal cinismo del consumatore medio qual è l’unica cosa che rivendica se stessa e null’altro, l’unica cosa che ti fa capire che libertà esiste anche solo nella tua testa e in 30 cm quadrati? La musica. Sono, quindi, gli anni della rivoluzione musicale per eccellenza, la musica cosiddetta moderna, la musica così come siamo abituati a sentirla noi ora.

    Facciamo un rapido esempio: senza quel periodo lì, probabilmente non esisterebbe il rock, non esisterebbero gli anni 80’, e più vicino ai giorni nostri, i Coldplay, e compagnia bella.

    Senza quegli anni lì non ci sarebbe niente di niente di quel che abbiamo ora, con tutti gli annessi e connessi.

    E allora: questo film racconta, con tocchi di originalità e soggettività, quegli anni scanditi da alcuni (e sottolineerei “alcuni”) tra i pezzi migliori dei Beatles che quegli anni non si sono limitati a cantarli e interpretarli; ecco io credo di poter dire a giusta ragione che i Beatles quegli anni abbiano contribuito a costruirli, o, per usare un’immagine un po’ meno proletaria, a crearli. Hanno ispirato lasciandosi a loro volta ispirare, hanno soffiato le loro voci nell’anima dei tempi. Per restare eterni e giungere così, intatti, fino a noi.

    Lo spirito della vita, dell’amore per la vita, del colore, degli odori, dell’essenza che ha bisogno di essere vissuta dal primo all’ultimo istante, e non semplicemente lasciata scivolare via come un velo.

    Ragione o no, questa era la loro verità, e se ne parliamo ancora oggi qualche motivo ci sarà.

    Forse non erano molto a posto con la testa, d’accordo... ma se non altro, loro erano davvero felici.

    O così hanno voluto farci credere.

    Andiamo sul tecnico: interpreti perfetti (Jim Sturgess - Jude, Evan Rachel Wood - Lucy, Joe Anderson - Max, Dana Fuchs - Sadie), musiche (manco a dirlo) da brividi e arrangiate, nonchè interpretate, da Dio (come diceva la mia musa ispiratrice: i 4 non avrebbero avuto nulla da ridire...); fotografia e montaggio allucinanti e straordinari, videoclip in sequenza senza per questo perdere di valore; regia da oscar. Che manca? Ah, qualche guest star: Joe Cocker, Bono, Salma Hayek, Daniel Ezralow. Scusate se è poco.

    Entra di prepotenza e diritto nel mio tempio delle top ten.

    (pillole di trama: ragazza vedova di guerra, e ragazzo baby operaio anglosassone si incontrano e innamorano nella Big Apple dei fiori regalati ai poliziotti, per mezzo del fratello matterello e libertario di lei; si dividono causa visti non legali e manifestazioni pacifiste finite male, ma... All you need is love, e quindi fate un po’ voi..).

    Una miniera di citazioni. A parte tutte le cose fin qui scritte, si può solo dire a questo punto, che forse avrò torto, forse i Beatles non sono serviti a niente; ma questo regalo, forse, se lo sono meritato cmq. E se non sapete chi sono e cosa hanno fatto i Fab 4, forse questa può essere l'occasione per scoprirlo.

    Across the universe, Julie Taymor, 2007.

     

     

     

    LA COMPILATION DEL GIORNO:

    Across the Universe, The Beatles (Jim Sturgess)

    Come together, The Beatles (interpretata dal mio adorato Joe C.)

    Hey Jude, The Beatles (Joe Anderson)

    Let it be, The Beatles

    Drive my car, The Beatles

     

    PS. Le prime 4 sono tratte dalla soundtrack del film. La quarta no, ma è tratta dal mio album preferito dei FabFour, Rubber soul, e mi è sembrato carino come tributo personale ai 4, anche perchè è uno dei loro brani che ascolto di più quando sono per strada con l'mp3 nelle 'recchie...

     

     

    April 26

    God put a smile upon my face

    Dalla notte dei tempi, Superlenza è qui!!!!!
    A proposito di notte... sono notti e notti che faccio sogni stranissimi.
    Dopo la famigerata notte dei 20 fegati cresciutimi nella pacia, e quella del parto plurigemellare con tanto di doglie e annessi e connessi, è arrivata anche la notte del colloquio rivelatore.
    E Gianna mi ha parlato. E disse che le sue canzoni sono una protesta contro un'enciclica del Papa.
    Che la Nannini abbia previsto con vent'anni d'anticipo la visita di Ratzinger negli USA? (America,1980)
    mah...
    dai, che ci si scherza su...
    Parliamo di coinquilini, adesso. Sabrina, mia coinquilina ha portato un nuovo coinquilino in casa; è bello, morbido, è bianconero, non dorme quasi mai, è vegetariano e sempre in movimento. E si chiama Dodo, a volte, o Fuffi, o come ci pare. Ah, dimenticavo: è un coniglio nano, che però ingrassa a vista d'occhio. Una piccola palla di pelo che zampetta un pò qua e un pò là, ma assolutamente adorabile. Brava Sabrina!
    Poi: devo le mie scuse a tutti i miei fedeli e cari amici i cui blog ho vergognosamente trascurato nei mesi appena trascorsi. Il fatto è che
    1) tra lezioni, studio, esami, e quant'altro il tempo sgocciola (dal contagocce)
    2) la connesione durante la settimana è sempre molto instabile, perciò faccio appena in tempo a controllare posta e space che subito mi si stacca... :-)
     
    Ma recupererò, prometto. (marinaia...)
     
    Vorrei chiudere qst intervento parlando, anzi accennando al Thriller più divertente che io abbia mai visto...
    "Misery non deve morire"... mai fatte tante risate guardando un cosiddetto thriller... uno notissimo scrittore fa incidente in mezzo alla neve, dopo aver finito il suo ultimo dattiloscritto della serie di questa ottocentesca Misery. Manco a farlo apposta, vicino abita un'infermiera e nessun altro. Il tizio, pluritraumatizzato e più di là che di qua, vien dato per morto, mentre la solerte infermiera si da da fare per rimetterlo in sesto in gran segreto. Il motivo del sequestro è il seguente: la cara donnina è anche una gran fan della Misery che lo scrittore ha deciso di far morire senza appello. Allora, incazzata all'ennesima potenza, e a dir poco minacciosa, lo costringe a bruciare l'unica copia dell'utima fatica, e  a riscrivere il libro facendo "risuscitare" Misery... allora i giudizi sono 2:
    - il grande Steven King ha imprestato al cinema l'ennesima perla
    - Kathy Bates (pomodori verdi fritti alla fermata del treno), la psycho-infermiera di una perfidia assolutamente adorabile, è strabravissima da oscar.
    da vedere assolutamente.
     
    LA CANZONE DEL GIORNO: God put a smile upon your face, Coldplay
    April 06

    Si può fare

     
    Qui si fa l'Italia o si muore.
     
     
     

      

    PS. Per chi nn riesce ad accedervi da qui: http://www.youtube.com/watch?v=CjGtwJUQq-I