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March 30 Ciò che si vede, passato RimbaudCiò che si vede
dietro le sbarre
non è il sorriso delle ragazze
ciò che si beve
dal ruscello
non è il sangue del bordeaux
ciò che si vede
dietro le nuvole
non è il gran paesaggio
dalla faglia del Gran Canyon
che non turba
più nessuno.
Ciò che si vede...
ciò che si sente...
dalla pioggia, o meglio dal vento
è una stagione che si perde
è l'inferno
è l'inferno
Ciò che si sente
sulle spiagge
non è il gran grido selvaggio
di un poeta di diciassette anni
che vende gelati
temporaneamente.
Non ci sono poesie
senza "ti amo"
senza Rimbaud
e senza Verlaine
senza un cuore puro
sotto la pelle
Senza musica
nè singhiozzi.
Ciò che si vede...
ciò che si sente...
dalla pioggia, o meglio dal vento
è una stagione che si perde
è l'inferno
è l'inferno
Ciò che si vede...
ciò che si sente...
dalla pioggia, o meglio dal vento
è una stagione che si perde
è l'inferno
è l'inferno Pascal Obispo tradotto da Angela T. G.
Nota del traduttore: nel titolo originale c'è il participio "allè", che letteralmente si tradurrebbe "andato", sicchè ho supposto che il senso del tutto sia: ciò che si vede (ciò che si può intendere della realtà delle cose) dopo Rimbaud, una volta che sul mondo è passato, ha vissuto, ha scritto e ci ha lasciato gran parte di sè stesso in questa forma Arthur Rimbaud. Quindi ho tradotto con "passato". Nulla toglie che la mia interpretazione sia del tutto sbagliata. Sui riferimenti a poesie e scritti di Rimbaud nel testo ci aggiorniamo prossimamente. ;-)
Ps. caro Fabio-poeta scusa se nn ho ancora avuto il tempo di passar dal blog ma riparerò q breve.
LA CANZONE DEL GIORNO: Sulle rive di Morfeo, Carmen Consoli March 29 la sfiga - parte ennesimaIn Medicina quando un germe patogeno si va a localizzare spesso e volentieri in un organo o un tessuto in particolare si dice che Ha un tropismo per quell'organo o tessuto. Traslando quindi la faccenda in un ambito strettamente legato alla sfera astrale, alle fatalità e alla sottoscritta in particolare, si potrebbe dire:
la sfiga ha un tropismo particolare per me
ovvero
io ho un tropismo particolare per la sfiga
ovvero
io e la sfiga siamo fatti l'uno per l'altra e quindi ci incontriamo a metà strada
La faccenda è ridicola assai, e non poco.
Sono finita nel mirino delle manie da dottori Stranamore di una simpatica coppia di recente conoscenza, con scarsi e (a mio modesto parere) disastrosi risultati.
Non saprei neppur io da dove cominciare e cosa esattamente dire... dico solo questo: che mi è venuto da ridere cinque minuti fa e che sono venuta a scriverlo giustappunto sul blog perchè è una di quelle cose discretamente sconvolgenti.
Cominciamo da ieri: festaiola partitina tra l'altro vinta a Bari, al beneamato San Nicola (io l'ho vista a casa) inaugurata con l'incontro fugace ma intenso con niente-popò-di-meno-chè Gianluigi Buffon, tra l'altro portierone-saracinesca della grande vecchia Signora (che se non lo sapete è la mia squadra del cuore da immemori anni): praticamente, senza che ne avessi avuto il benchè minimo sospetto, ieri mi è letteralmente passato davanti il pullman della Nazionale, ha rallentato e si è fermato quei pochi ma sentiti secondi che mi son bastati ad inquadrare in fondo al pullman, lato finestrino, il portierone appunto: sicchè, manina santa alzata e sorriso ebete sulla faccia, l'ho saluato con un "ciao Buffon". Il portierone stava serio serio e tutto concentrato e quando mi ha vista (in strada c'eravamo solo io e Blerina, mia amica dell'Uni) HA SORRISO!!!! e i tipi seduti avanti credo si sian messi a parlottare e ridere, ma nn ho fatto in tempo a vedere chi fossero. Ragazzi, che emozione... meglio che vedere la Coppa del Mondo esposta al Comune!
Torniamo a noi. La faccenda ridicola ha cominciato a darmi "pensieri" già dalla settimana scorsa, ma io nn c'ho fatto più di tanto caso. Oggi la prova è stata eclatante: F., ragazza dell'uni conosciuta da poco, mi ha chiesto di prenderle il posto in sala lettura perchè sarebbe venuta in facoltà a studiare. Arrivate le 5 circa ho cominciato a dubitare di quest'affermazione, sicchè son poi andata da T., amico di F. e I. (il ragazzo di F.) a chiedergli se sapesse se effettivamente F. sarebbe venuta, alchè lui mi ha risposto "non lo so, I. mi ha detto che sarebbe venuto oggi pomeriggio". Avete capito? F. ha detto a me...e nn è venuta, I. ha detto a T. ... e non è venuto. Qua mi sa tanto che F. e I. vorrebbero tanto accasare T. e la sottoscritta. e non è il primo episodio con questa tendenza.
Non so sinceram se T. l'abbia capito o meno. Non so neanche se gli piaccio.
a dirla tutta, alla sottoscritta non dispiace. ma, se devo esser sincera, non credo che la cosa sia tantissimo ricambiata. Anzi credo che non lo sia per niente.
No, non è una delle mie solite lamentatio sine fine et exsageratissimae, è la pura verità. quindi faccio un appello alla sfiga: lassame perde per un pochito de tiempo.
santa fede di dio, che, vuoi che vado a Lourdes?
eh, che cosa!!!
Dico sì che ho fondato il Club delle Zitelle, e orgogliosissima di ciò, ma non ho la pretesa di rimanerne presidentessa a vita!!!eh, che cosa proprio...
Vorrei aggiungere un altro appello (che per mia fortuna non verrà mai letto dall'interessato ma io lo scrivo lo stesso-tiè):
dai coso, (T.) dammi una possibilità, che cavolo! Giuro che se dormo e mangio come le persone normali, e mi vesto decentemente e ho addirittura la possibilità di truccarmi (appena appena, mica assai) non solo sono molto meno imbecille di quanto possa sembrare ad una prima impressione, ma addirittura capace di sostenere una conversazione, intrattenere con numeri cabarettistici, e oserei dire addirittura di risultare passabile ad un blando esame estetico.
Bè, avast.
Ps. Oggi vedetevi Anno Zero, la trasmissione su Rai due di santoro, c'è la probabilità che si parli del Policlinico e porcate varie ed eventuali. Se non ne parlano stasera, sicuramente sarà la settimana prossima. Sono venuti ad intervistarci, studenti e preside, la settimana scorsa.
LA CANZONE DEL GIORNO: ancora Occhi, Zucchero. scusate la monotonia.
aoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo
March 28 Rimbaud 1E' vero, è francese, ma un pò si capisce, dai... cmq è tutt'un riferimento alla poetica di Rimbaud e in particolare ad un suo bellissimo scritto (che invito chiunque a leggere anche perchè piccolo) "Una stagione all'inferno". Su Rimbaud poche ma sentite parole: un pò visionario, decisamente maledetto, ma molto molto profondo, intenso e, a tratti, vaticinante sulla realtà delle cose e (soprattutto) dell'animo umano. Giacchè ci sono segnalo questo bel sito http://www.arthurrimbaud.it/
e copio impunemente la citazione iniziale:
"Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi veggente: lei non ci capirà niente, e io quasi non saprei spiegarle. Si tratta di arrivare all'ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nati poeti, e io mi sono riconosciuto poeta. Non è affatto colpa mia. E' falso dire: io penso, si dovrebbe dire: mi si pensa. Scusi il gioco di parole.
Io è un altro" mò devo scappare la prossima volta vi racconto altre cose interessanti su Rimbaud. ao.
LA CANZONE DEL GIORNO: Occhi, Zucchero March 27 Ce qu'on voit, allé RimbaudCe qu'on voit
derrière les grilles C'est pas le sourire des filles Ce qu'on boit depuis le ruisseau C'est pas le sang du bordeaux Ce que l'on voit derrière les nuages C'est pas le grand paysage De la faille du grand Canyon Qui ne dérange plus personne Ce que l'on voit... Ce qu'on entend... De la pluie ou bien du vent C'est une saison qui se perd C'est l'enfer C'est l'enfer Ce qu'on entend sur les plages C'est pas le grand cri sauvage D'un poète de dix-sept ans Qui vend des glaces pour un temps Y a pas de poèmes sans je t'aime Sans Rimbaud et sans Verlaine Sans un cœur pur sous la peau Sans musique et des sanglots Ce qu'on voit... Ce qu'on entend... De la pluie ou bien du vent C'est une saison qui se perd C'est l'enfer C'est l'enfer Ce qu'on voit... Ce qu'on entend... De la pluie ou bien du vent C'est une saison qui se perd C'est l'enfer C'est l'enfer Pascal Obispo March 26 La vera storia di Jack lo squartatoreA parte quel gran bel fico di Johnny Depp, che nel succitato film rende giustizia a sua madre, a suo padre e a tutti i suoi avi fino alla settima generazione, a parte l'ex-Bilbo Baggins in versione posseduta e infernale, a parte i bassifondi londinesi ritratti in tutta la loro spettrale perdizione, si perdono ogni tanto un pochettino tanto il film quanto il regista. Però tutto sommato non male, anzi davvero niente male. Del resto, m'immaginavo e ne ho viste di peggio. Gli ammazzamenti e le cosiddette scene truci sono sempre flashate o prese di squincio o non riprese affatto, dimodocchè è più l'effetto psicotico e lugubre della faccenda che non lo splatter a farla da padrone. Fotografia e recitazione eccellenti, colori molto intensi e vividi. Il rosso è il tema dominante, non solo per le pozze e i multipli schizzi ematici, ma ricorre spesso anche nel vestiario, nelle capigliature di facili costumi, persino nei cieli di Londra che (a mio modesto parere) posson esser frutto solo di elaborate ricostruzioni computerizzate giacchè a Londra simili cieli non credo si siano mai visti. Trama un pò faraginosa e leggermente instabile in certi punti; in certi altri, come dicevo poc'anzi, si perde un pò. Cmq è lodevole il fatto che il regista (che in realtà poi non è uno solo visto che sono i "Hughes brothers") abbia pensato di metterci dentro un pò tutte le varie ipotesi e circostanze annesse a quella serie di omicidi realmente avvenuti all'inizio del secolo scorso. Il finale mette un'infinita tristezza addosso, e perciò forse la mia critica non è così eccellentistica come avrebbe potuto esser. Una cosa è certa: aggirarsi per casa con le luci spente ieri sera è stato decisamente da cardiopalmo. Della serie: non servono affatto gli effetti splatter e sangue a gogò per mettere fifa!!!
LA CANZONE DEL GIORNO: Ce qu'on voit, allè Rimbaud Pascal Obispo (meravigliosa, stupenda, indescrivibilmente romantica, arrizza le carni per quant'è bella!!!!)
ps. quant'è bello da 1 a 10? 11 March 23 Questione di coscienza (e di topini)Mò, Spessotto, era assai che nn ci si sentiva! Allora chiariamo: non è che abbia goduto come una pazza a vedere quello che ho visto, nè a dar una mano, anzi, chiunque può confermarti che, per la sensibilità che la scema che gestisce questo orrido blog possiede, assistere ad un evento del genere non è stato solo impressionante ma anche qcosa che mi son portata dentro per il resto della giornata. Io qui sul blog butto sempre tutto un pò a burletta, ma ti assicuro che anche se era un topolino e, diciamocelo, i topi non sono i miei animaletti preferiti, non ti nascondo che ad un certo punto ho anche pensato che se fosse riuscito ad uscire dal lavandino l'avremmo risparmiato. Il punto è che purtroppo, per quanto possa sembrare strano, la specie murina (sarebbero i topi in generale) è genomicamente molto simile all'uomo, perciò scoprire nuove cose sull'organismo dei topi aiuta e ha aiutato molto la scienza a sapere più cose dell'uomo. Ho l'orgoglio di aver collaborato a due filoni di ricerca molto importanti e in gran parte ancora inesplorati: l'epilessia, e il tumore al cervello (per la precisione il neuroglioblastoma, che è uno dei più terribili e mortali, spesso a seguito di metastasi da tumori in altra sede). Ma per studiare queste cose dobbiamo capire bene l'anatomia, la fisiologia (il mio dipartimento in particolare del Sistema Nervoso Centrale) e l'istologia, cosa cambia da una zona all'altra del cervello e perchè in certe zone ci sono alcune cose e certe altre no. Perchè e come alcuni farmaci che potrebbero salvare la vita di molte persone non possono entrare nel cervello perchè vengono risputati fuori da apposite proteine dei vasi o delle cellule che li circondano (astrociti) e come si potrebbe fare per aggirare questa cosa.
Sembra sciocco, forse, o inutile, o una divagazione, ma quando una persona è colta da tumore al cervello ha una speranza di vita di pochi mesi e io credo che tutti coloro, e i loro cari, possano vivere meglio i loro ultimi giorni sperando che c'è qualcuno nel mondo che si affanna per capire come fermare questa cosa e impedire che altri muoiano così. Non sono insensibile, anzi forse sono il futuro medico più atipico tra i medici, ma sarò un medico e un medico deve anche tirar fuori il sangue freddo, o è meglio che cambi mestiere. Forse ho torto, forse tutto il mio discorso toppa da qualche parte, ma se non hai mai lavorato in un laboratorio, sapendo di avere tra le mani (su di un vetrino) il tessuto cerebrale di un feto purtroppo morto, per cause naturali, a ventidue settimane non puoi capire. Ogni volta che faccio un immuno-reazione su quelle fettine sottilissime io penso "questo bambino sarebbe potuto nascere e diventare grande come me". Ma il destino ha deciso diversamente e a suo modo anche quel bambino che non è nato aiuterà forse qualcuno a non morire un giorno; purtroppo non c'è altro mezzo... se tu o qualcun altro poteste suggerire a me o ad altri un mezzo alternativo ai topini, noi ve ne saremmo grati. Non sai che strazio è vederli mentre...
ma senza i topini nessuno avrebbe mai capito come e perchè insorge il diabete, senza i topini nessuno avrebbe imparato che c'è un gene che può causare l'obesità, senza i topini nessuno avrebbe capito come e perchè si diventa dipendenti (a livello inconscio e biochimico) dall'alcool... L'elenco è lungo.
Non è questione di obiettare coscienza. E' questione di coscienza.
Mi sai dire dove pende il piatto della bilancia? March 22 Morte di un topolinoIeri abbiamo ammazzato un topolino per la Madre Scienza. Era bianco, piccolissimo, con gli occhi rossi (inquietanti) e la codina rosa. Ha fatto tutto Francesco, il mitico capoccione ricercatore/specializzando di neurologia, noi (io e altri tizi del dipartimento di Fisiologia) abbiamo assistito e collaborato. Prima gli ha iniettato l'anestetico e, secondo me, è stata la scena più incredibile e shockante: il topolino si dimenava come un ossesso, poi è riuscito a iniettargli l'anestetico. Il topolino correva come un pazzo nel lavandino dove l'avevamo appoggiato, e cercava di uscire picchiando con le zampette lungo le pareti; poi si è fermato tutto d'un botto, all'improvviso, in una posizione tutta sghemba. Allora Fra l'ha preso e gli ha stretto la coda alla radice: si prova il riflesso per vedere se il topolino è completamente anestetizzato. Ma respirava e il cuore batteva ancora: allora Fra gli ha tagliato con le forbicine il peritoneo... vi risparmio i dettagli. Abbiamo prelevato tutto, tutto incredibilmente minuscolo: cuore minuscolo, fegato minuscolo, cervello minuscolo... il topino ha avuto anche delle convulsioni, e quello è stato decisamente orrendo.
Non mi ha urtato la vista del sangue, nè le operazioni varie. Mi ha leggermente impressionato il passaggio vivo-addormentato-morto... ma, cmq, sono i costi della scienza.
A proposito di costi; credevo qke giorno fa che assistere ad un Consiglio della mia Facoltà m sarebbe costato una cifra, in termini di tempo, affaticamento e sonno perso... (mi ci hanno un pò costretta i colleghi gentilissimi del gruppo in Movimento... troppo movimento per i miei gusti...) e invece, mi sa che ci ho pure guadagnato... è vero che m sono presa un mal di testa allucinante di quelli da restar a letto per nn vomitare-barra-svenire, però...
Sto studiando come una pazza. La mia vita è lo studio, ma quando c'è un pensierino leggero e carino in sottofondo, anche le fatiche più ardue sono piacevoli. Non so... ci sono fattori a mio favore, ma le esperienze del passato insegnano la cautela... cmq è bellissimo. Vabbè, per i dettagli bisogna attendere migliori sviluppi.
LA CANZONE DEL GIORNO: Maria Catena, Carmen Consoli
(madò cel'ho da tutto il giorno nel cervello... help) March 19 io e Carmen. E il resto...Ieri è stata una giornata storica. Sono andata con Kass (in realtà Giuseppe, mio amico del liceo e ora anche dell'università) al concerto di Carmen Consoli al TeatroTeam. E' stato più che bellissimo, emozionante, trascinante... Carmen c'ha messo l'anima e il cuore, e ha cantato per noi e con noi (mi sn definitivamente fregata le corde vocali perchè ho urlato tutte le canzoni che ormai conosco subliminalmente a memoria). E' un'emozione troppo grande e bella vedere il tuo mito di tanti momenti privati e intimi, vissuti nella solitudine della tua stanzetta lì, a poche centinaia di metri di distanza da te, che ti canta col cuore le tue canzoni, quelle che riconosci già dai primi, se non dal primissimo accordo iniziale... Grazie Carmen, anche per questo. Ha saputo mettere in parole e musica ogni stato d'animo, ogni massimo dolore, ogni comprensione e incomprensione e tutto questo nella più totale e completa dimensione femminile. Carmen non è solo la "cantantessa", ma soprattutto una donna che canta di donne, parla alla parte più selvaggia, più accorata e passionale di noi donne e anche per questo ci piace.
Le sonorità dolci e aspre, i dettagli, le finezza, gli arrangiamenti orientaleggianti... e poi Carmen parla anche del sud, della sua Sicilia, dei personaggi a margine, della terra e della voce del popolo. Carmen sa parlare al cuore col cuore, a volte mi è sembrato di sentire me stessa cantata con la parole di un'altra persona; è come se cantando lei descrivesse nel modo più giusto e completo esattamente ciò che noi ragazze sentiamo, e soffriamo. Carmen capisce, e spiega.
La mia felicità estatica è durata fino alle 7,30 di questa mattina, quando ho scoperto che una mia amica, una persona a cui ho voluto (e voglio ancora) molto bene ha un male terribile, progressivo e incurabile. Non lo sapevo. E mi ha sconvolta. Sapevo che nn stava molto bene, ma nn avevo idea che si trattasse di questo. Ho un groppo in gola. Mi sembra che tutto il resto sia inutile ed effimero. Mi sembra che tutto il resto sia vano e vuoto. Mi dispero per le mie cazzate, perchè sn così impegnata da nn aver tempo per parlare con mia madre o con mio fratello. E la gente si ammala, e poi muore. Sto davvero molto male per questa cosa. Mi tremano le gambe e le braccia, cerco di sorridere perchè mi da fastidio che gli altri mi chiedano cos'ho. E dovrei far finta di non saperlo anche con lei. E' terribile che certe cose capitino proprio a certe persone. Lei è estremamente simile a me, divantammo amiche e poi ci allontanammo proprio per questo. Mi sento avvilita. e anche un pò stupida. E in colpa, per tutte le volte che nn l'ho chiamata e nn le ho mandato messaggi. L'ultima volta che le ho scritto un messaggio è stato prima di natale, le chiedevo se le andava di vederci. Non mi ha mai risposto.
LA CANZONE DEL GIORNO: Blunotte: purtroppo ieri Carmen nn l'ha cantata questa, che è tra le mie preferite, ma voglio ricordarla lo stesso, insieme a quest'altra, Sentivo l'odore, che invece ieri ha cantato ma senza la chitarra elettrica in arrangiamento, e la differenza s'è sentita. E l'abbiamo urlata a squarciagola con lei. Tra le altre che ha cantato ieri: Eva, Maria catena, Geisha, Contessa Miseria, Per niente stanca, Confusa e felice, Masino, Matilde odiava i gatti, Fiori d'arancio, Sulle rive di Morfeo, In bianco e nero, Questa notte una lucciola illumina la mia finestra, Venere, Bonsai 1 e 2 (cantati con noiiiiiiii!!!!!!! come nell'album L'anfiteatro e la bambina impertinente) L'ultimo bacio. Bellissimi gli arrangiamenti, e i giorchi di luce sul palco. Ma il mio sogno nn si realizzerà fino a quando nn riuscirò a vederla a meno di un metro e le strapperò i capelli come ricordo-feticcio, e ci farò un altarino con i ceri intorno. Carmen, prega per noi.(dimenticavo, al bis, è uscita anche Marina Rei con cui Carmen ha cantato due o tre canzoni, di cui una che sicuram ha scritto Carmen, perchè era proprio nel suo stile, ma diciamocelo: non c'è proprio paragone... m disp per Marina Rei, ma vogliamo scherzare? ) March 15 mezzo teatroStanca è decisamente riduttivo. la settimana scorsa tornavo fisso a casa alle 8,30 di sera, dopo esser stata in giro dalle 8,00 del mattino, con uno yogurt o (quando andava bene) un panino o 1 focaccia nello stomaco. Lavoro, responsabilità, lavoro, responsabilità... troppissime cose! meno male ke m sono presa un'agendina dove mi appunto tutto l'appuntabile, sennò sarebbe la fine di quei brandelli di cervello ancora attivi e funzionanti. Il pomeriggio ho il lavoro in laboratorio, oggi anche riunione con l'esecutivo di Universitari in Movimento, e tra una pausa e l'altra si studia come pazzi. (quando non c'è un'urgentissima Conferenza da ononrare con la mia modestissima presenza). Ieri mi è capitato un caso clinico fortuito.
Ero a casa di una ragazza del secondo anno, nel buco tra le 2,00 e le 4,00 del pomeriggio. C'è una ragazza in casa sua che nn stava x niente bene, dolore opprimente e urente all'altezza dello sterno, che s'irraggia alle coste e si appesantisce anche sul dorso; respirazione difficoltosa; le ho fatto qualche domandina: pasti regolari, frugali, masticazione corretta? no, no e no. Quindi la mia personale e presuntuosa diagnosi è: reflusso gastro-esofageo, aggravato da stress di natura psicologica. Il punto è che c'è un mio prof, Portincasa, che studia questa faccenda appunto, ma nn so come far per and a "presentargli il caso"... e se dice che nn sono competente in materia e che quindi nn m devo permetter neppure di far ipotesi? E se dice di prenotare la visita al CUP? (roba che si sborserebbe minimo 30 euro) O, peggio, di andare al suo studio privato? nn so come muovermi. Più tardi torno a trovare la ragazza per vedere come sta. e vediamo un pò cosa fare.
Ma andiamo oltre. Giorni fa, tornando nottambula da un'uscita con gli amichetti fritz, beccai su RaiDue se nn sbaglio, uno spettacolo teatrale, "Piccoli crimini coniugali", con Venturiello (attore bravissimo) e Andrea Jonasson, mostruosamente brava pur non essendo italiana. Il cavolo è che la commedia (di un certo Shmitt, francese) era molto intrigante ma l'ora era tarda, e il letto ancora più intrigante. Sicchè metto a registrare la seconda metà della faccenda sul videoregistratore nuovo... il giorno dopo mi accorgo con sommo sconforto che per qualche dettaglio tecnico non aveva registrato un cavolo. Che neeeeeerviiiiiiii!!!!
Nervo 1:
ma perchè cavolo gli spettacoli teatrali li fanno sempre e solo in terza o quarta serata????!!!!!
nervo 2:
ma perchè registrare un cacchiettino in tv è enormemente più difficile di quanto nn lo sia scaricare e masterizzare un film al pc?
nervo 3:
quando mai riuscirò a vedere come cappero andava a finire la faccenda?? (forse tra 5 anni, come per Lezioni di tango?)
nervo 4:
ma perchè tutte le cose belle devono esser solo a metà??????? teatro a metà, pranzo a metà, sonno a metà...
scusassero la grammatica carente ma mi preme di finire prima che il mastino mi sbatta fuori dall'aula multimediale.
ao a tutti.
a propo, domenica si va avedere la mitica Carmen Consoli al TeatroTeam. quindi
LA CANZONE DEL GIORNO: Amado senior, Carmen Consoli, da "Stato di necessità
March 09 Prof-capa-bossHo pochissimo tempo per scrivere. però ci sarebbero moltissime cose da dire.
Innanzitutto che con la calma, la forza e la pazienza pare che le cose si siano avviate non dico perfettamente a posto, ma se non altro ad un miglioramento. E il dato più sensibile a carico di questa affermazione è il semplice fatto che ora dormo così bene che alzarsi la mattina è un'azione troppo neuro-tossica per i miei gusti.
A parte questo, non ho più voglia di scappare, e mi sono buttata nel lavoro come una pazza e so che tra sei mesi anche di questo dovrò rendere conto al bagnasciuga, per le migliaia di smagliature su cosce e glutei che m costa/erà.
Ieri per la prima volta da mesi sono tornata in laboratorio, ho preparato soluzioni, ho piaccato la suddette, ho seguito alcune fasi di preparazione di una reazione su vetrini... insomma sn rientrata in possesso del lavoro pratico e "grezzo" del ricercatore puro. Ma c'è di più. Mi sono confidata con le prof, cioè, con la prof-capa-boss, la magna femina dell'università di Bari, l'istituzione vivente che ha formato decine di generazione e di cui tutti i medici si ricordano sempre. Ebbene la prof-capa-boss ha parlato con me, abbiamo colloquiato da pari a pari, da donna a donna, da prof ex-studentessa a studentessa, confrontando le ns esperienze di vita, i ns modi di interpretare e vedere la vita. Non vi sto certo a dire quel che ci siamo dette, nè i complimenti ke m ha fatto la prof, però la sua fiducia in me, nelle mie capacità, la sua convinzione che in qualke modo io cmq possa un giorno far qcosa di buono per la medicina, m ha profondamente commossa, m ha fatto pensare che forse in effetti la mia cosiddetta crisi era necessaria, perchè non è detto che una crisi si concluda con un cambiamento radicale. A volte è un pò come un labirinto che non fa altro che riportarci al punto di partenza; ma il cambiamento infondo è qcosa ke avviene dentro. Ogni dolore è una forma di distruzione, ma non può avere senso se non è seguita dalla ricostruzione. E ricostruire significa capire e scegliere.
Oggi scelgo consapevolmente di andar avanti su questa strada, non perchè pensi che sia l'unica possibile o l'unica in cui io possa dar il meglio, ma perchè è un punto di partenza per riuscire a far qcosa di buono. Che sia meglio o peggio non ha importanza.
Non faccio finta di non sapere che la realtà accademica, cioè la possibilità di rimanere qui, in qsto policlinico, e di occupare una cattedra forse un giorno, sia una possibilità.
E' una cosa che mi piace infondo, e mi piace pensarci ogni tanto. ora devo solo lavorare. Quando sarà il momento di scegliere, avrò il coraggio di farlo.
LA CANZONE DEL GIORNO: Margherita, Cocciante. (solo perchè l'ho sentita alla radio stamattina, e mi ricorda mia madre, che nn si chiama a Margherita ma adora cocciante e conosceva sta canzne a memoria.... - tristezza infinita) March 06 tra le nuvoleOggi voglio postare, ma solo perkè è successa una cosa straordinaria. Sennò nn l'avrei fatto, perchè sn ancora mediamente a pezzi.
Per la prima volta dopo tanto tempo oggi ho preso gli appunti di una lezione con una dovizia e un'attenzione ke nn avevo dal corso di neuroanatomia del secondo anno!! E' come aver trovato il bandolo della matassa, la dose di cui avevo bisogno di farmi, la luce che può rischiarare questo interminabile tunnell in cui da mesi, ormai, arranco.
Forse, infondo, nn aspettavo altro.
Tutt'a un tratto capisco che nn dovevo far altro ke aspettare.
Quanto sn stata scema
Per la prima volta dopo secoli stamattina ho pensato "questo devo saperlo... potrebbe servirmi per quando sarò medico"
"sarò" medico?
Allora... in quel momento mi è venuto da ridere e credo di aver riso, perchè Angela, una mia omonima seduta affianco a me oggi, m ha fissato in modo strano, del tipo "tu nn sei molto normale".
Sono come una città il giorno dopo i bombardamenti; distrutta, ma pronta alla ricostruzione; è un processo lento, non ne dubito, ma vafatto radicalmente. Tutte le crisi hanno un senso, e questa aveva il compito di riportarmi al punto di partenza, e di farmi rivalutare tutto quanto, da chi sono io a come e cosa posso dare agli altri.
Tra l'altro oggi ho anche parlato per la prima volta con due persone con cui 2 settimane fa nn m sarei mai sognata d parlare.
Una di queste è una mia compagna di corso, ke prima d oggi pensavo fermamente ke m detestasse.
La vita è davvero sorprendente a volte.
Stasera andrò a vedere Borat.
Ora ho ancora solo una cosa da sistemare e ke m cruccia nn poco. Vorrei far capire ad una persona ke nn solo nn ho mai avuto niente contro essa, soprattutto perkè ero troppo depressa ed egocentrica per vedere e considerare gli altri, ma anke ke se le ho rivolto parole dure in un contesto come questo è perchè, in tutta sincerità, credevo ke dietro quel nick ci fosse Paolo, e questo può confermarlo chiunque m conosca da più di 10 anni. Spero di trovar il modo di far capire in modo civile a questa persona ke davvero nn ho pensato minimamente, ma neanche in sogno, ad essa, e mi ha davvero sorpresa alla grandissima il fatto che sia convinta del contrario. Proprio perchè a volte, quando stai troppo tra le nuvole, non ti rendi conto degli altri, della vita che ti scorre intorno, di quello ke erroneamente trasmetti di te fuori, soprattutto a ki magari nn t conosce.
grazie a tutti coloro m abbiano dato conforto in questi giorni. Spero d nn averne più bisogno, almeno per i prossimi 6 mesi...
:-)
LA CANZONE DEL GIORNO: Elevation, U2 (ancora, Hai visto?perchè m piace e stavolta la dedico anche a te ;-) ) March 05 conclusioneRiguardo gli eventi degli ultimi giorni la conevrsazione non può esser chiusa in questa sede, bensì chiarita altrove (come infatti pare sia già avvenuto). L'unica cosa che vorrei fare pubblicamente è dichiarare di essermi comportata in modo molto leggero, tutto sommato stupido,se vogliamo anche immaturo e sicuramente da vera stronza.
Ho sbagliato nel giudicare qualcuno senza avere gli elementi necessari a farlo, ma più di questo (perchè, vuoi o non vuoi, i giudizi ognuno di noi sia pur in modo non esplicito dentro di sè li emette) ho sbagliato a farlo in questo spazio pubblico. E ciò m val di lezione per il futuro di questo o di altri mezzi di comunicazione.
Ma in particolare, la cosa peggiore, e che tutt'ora non mi da affatto pace, è che ho arrecato sofferenza ad una persona la quale stimavo e stimo molto, e che in nessun modo e in nessuna circostanza avrei voluto ferire. Però l'ho fatto, e me ne assumo le conseguenze.
Invito perciò i miei amici o coloro che si ritengono tali a non prendere le mie difese su questo argomento, perchè non è il caso. Anzi è il caso di non considerarlo più, non in questo contesto cioè.
Scrivo su un blog perchè m piace scrivere, e far leggere quello che scrivo. Perchè a volte, anche solo scrivendo, se riesco a dar una forma magari bella o divertente ad un pensiero, anche il più brutto diventa tollerabile. Molte, quasi tutte le persone che lo commentano sono persone che conosco e mi conoscono, perciò definire il mio rapporto con queste persone attraverso il blog o msn "virtuale" è esagerato.
Una cosa è certa: se nella vita reale avessi la libertà di poter commentare ciò che più mi piace, come faccio spesso nel blog, le cose che più m piacciono, i libri che leggo, i film che vedo, le canzoni che m colpiscono, così come di dire quello che m capita senza sembrare saccente o ripetitiva e incentrata su me stessa non avrei bisogno di scriverlo qui. Forse a volte si rischia di esser fraintesi. Forse se non parlo di Audrey Hepburn o cose simili nella vita reale è perchè infondo chi mi starebbe ad ascoltare? Allora vengo qui e lo scrivo, perchè nessuno costretto a leggerlo, e se lo legge e lo apprezza tanto meglio per lui che lo ha recepito. Trasmettere le proprie conoscenze non è saccenza a volte, ma semplicemente un modo di trasmettere quello ci piace, e che infondo fa parte di noi. normalmente chi m conosce nella vita reale sa che non parlo mai, se non interpellata, di cose di medicina. A meno che non mi abbiano particolarmente colpito. Parlo di cinema, di libri, di altre cose perchè sono cose che conosco e che m appassionano. Così come so perfettamente che ci sono molte cose, anche di cinema e di lettaratura, sulle quali sono perfettamente ignorante.
Adesso sono stanca, di parlare di pensare e di rigirare le parole in testa per capire le cose come stanno o come dovrebbero essere.
Non so se importa a qualcuno, e infondo non m'importa che importi a qualcuno, ma sto male, molto male. E non solo per la faccenda di questi giorni. diciamo che è una questione generale. Non avevo intenzione di creare un casino così, nè pensavo di esser ritenuta in un certo modo da alcuni. Forse a volte non sono brava a far vedere il meglio di me, per una serie di motivi e, riflettendoci, perchè a volte diffido io per prima di quelli che al principio mostrano solo l'elenco delle cose buone che hanno dentro. Ma sebbene nelle ultime ventiquattr'ore abbia avuto seri dubbi, non sono un mostro.
Quel buono che è in me può esser colto o meno, il punto è che non posso rodermi il fegato o desiderare a tutti i costi che lo colgano tutti. Non l'ho mai desiderato. Voglio solo trovare pace ora e riuscire a dormire.
Ora vado a studiare con i miei compagni di sventura. domani andrò in Lab, a parlare con la prof del programma da seguire sul famoso studio.
con molta amarezza e tristezza, e un filo di depressione (troppo poco per il suicidio ;-)) vi saluto.
non ho neppure la voglia di cercarmi la canzone del giorno. March 04 ammazza la vecchia........Siccome ho una briciola di senso di colpa per il lungherrimo intervento, peraltro a tratti filosofico, poc'anzi pubblicato, per farmi perdonare ne scrivo un altro più breve, che era in realtà ciò che avrei voluto in origine pubblicare.
Dunque, ier sera si era lì, in quel di Putignano la solita (in realtà nell'ampia e luminosa campagna di Putignano la solita) e si è ballato e mangato e saltato aufo. Tanto che stamattina c'ho le cosiddette "queste" spezzate...
Non avrei mai immaginato che mi sarei potuta divertire così tanto... ho persino imparato e ballato la pizzica! chi l'avrebbe mai detto? Io ero vestita da Evita Peron, ovvero Eva Duarte Peron, con tanto di cartello "voto alle donne" (sul retro c'era "don't cry for me Argentina..."); mia cugina Ely, manco a dirlo ha avuto la mia stessa identica idea! Mò! E che è? Proprio la telepatia... poi Ivana era Mafalda di Savoia, c'erano due Dante Alighieri, mio fratello Garibaldi, una Penelope, una Lucrezia Borgia, una Saffo (ma riconvertita ell'eterosessualismo), un Ulisse, un Alessandro Magno, un Barone Rosso e un altro pilota di cui ignoro il nome, un Nerone, un Charles Darwin, una Jeanne Dark (semplicemente geniale e stupenda), un Guglielmo Tell col rispettivo figlio, un Carlo Magno, un Einstein (cacchio! m son dimenticata di chiedergli quante ore dorme la notte...), una Ginger Rogers e una certa madame qualcosa, spia partigiana (sarebbe Annasilvia) che ha fatto tre cambi d'abito in serata, stile Sanremo. Ah! dimenticavo! c'era anche Domenico Modugno! E ha pure cantato!
In realtà abbiam cantato tutti quanti... poi, verso le 3, si è ammazzata la vecchia, cioè la pentolaccia di putignanese tradizione.
Ammazza, però... quanto ci siamo scatenati.. prossimamente le foto saranno in pasto al web.
nel fratempo buon fine week end a tutti.
Cavolo m è venuta in mente una cosa che c'entra con la scialbe questioni trattate precedentemente: ho il vago sospetto che in ogni caso su quel famoso piedistallo mi ci abbiate messo voi, col vostro attaccarmi in modo così rozzo e veemente. Altrimenti non si spiega come mai ci sia, comunque, chi mi ami e chi mi odi. E di questo non posso nascondervi che sono intimamente soddisfatta e appagata. Grazie a voi, miei contestatori. Spero che il vostro fegato non si roda troppo... la parte medica di me ne soffrirebbe. :-)
LA CANZONE DEL GIORNO: Il ballo di San Vito, Vinicio Capossela Lungherrimo intervento. EinfuhlungChiedo scusa in anticipo per la lunghezza di quaesto int., ma m è venuto così, e non riesco a far tagli. Vorrei specificare che quando scrissi l’intervento dell'altro giorno non era questo il tema del blog ma uno più verde e boschivo, e che nel disconnettermi m è venuta voglia di qualcosa di più rosso e acceso, ed era troppo tardi per cambiare l’intervento.
Lettera aperta ai "miei contestatori”, ovvero beyourself & co., e a tutti quelli che capiteranno di qui. non ci piace che quello che riflette un pezzo di noi stessi
C'è una cosa, miei cari contestatori di professione, che non avete capito: non è che io ammetta di esser una certa cosa e poi, passato quel momento, smetta di esserla. Io sono sempre così come sono, egoista, egocentrica, ipocrita e tutte quelle altre cose, quando occorre; sono anche altre cose, e cose che ancora non so di me. Lo so perchè un po’ mi conosco, perchè è dalla notte dei tempi che mi ascolto e mi studio, e mi giudico; e non ho nessun problema ad ammetterlo, perchè non ho nessun problema con me stessa. A volte posso crucciarmene, ma nn cambia lo stato delle cose. Sì certo, sono ipocrita perchè a volte è necessario dover nascondere quello che pensi davvero per necessità, o (in maniera più meschina) per vantaggio. Altre volte me ne frego delle conseguenze e mostro il mio effettivo pensiero. Sono egocentrica perchè troppo e troppo spesso concentrata su me stessa e le mie piccole insulse cose, ma è così, e se facessi diversamente da così non sarei più io. Sono egoista perchè valuto il mio bene sempre e comunque in funzione del mio vantaggio: per es., ormai ho capito che quel che m'importa di più nel far il mestiere che mi auguro un giorno di fare non è tanto il "far del bene" a qualcuno, ma il sentirmi dire "grazie" da qualcuno, il sentirmi importante; di più: indispensabile. Mi da una gratificazione immensa. Quando la prof del Laboratorio mi chiede insistentemente che io vada ad aiutarli col lavoro e i laboratori per le matricole io godo come una matta, perchè è l'affermazione di quello di cui ho bisogno, sentirmi importante. Di più: indispensabile. Senza di questo, è facile arrivare col ragionamento al: non servo a nulla, quindi che io esista o meno è la stessa cosa. Quanto all'insicurezza, caro mio (beyourself) hai fatto la scoperta dell'acqua calda: sono un'insicura cronica dai tempi delle elementari; e sebbene a volte sia un serio limite, credo che senza di questo non sarei mai stata la persona scettica che sono oggi, e con scettica intendo il significato etimologico del termine: la scepsi è la ricerca costante su tutto e su tutti, il dubitare sempre, l'osservazione quasi ossessiva di tutto ciò che ci circonda. Tutto questo per arrivare alla verità. Si può fingere con gli altri, si può mentire per il proprio o l'altrui bene, si può recitare una parte, l'importante è esser sempre consapevoli che quella non è che una maschera, che la verità è un'altra cosa perchè non si può fingere con se stessi. Ne va della propria ragione, del proprio senno. Non è facile accettare i propri limiti e accontentarsi di sè per quel che si è, ma una volta riconosciuti i difetti, una volta osservato il proprio vero io dal di fuori, e non dal di dentro, quello è il primo passo verso la verità. Quando non riesci a scorgerti, quando non riesci a riconoscerti e a vedere quello che sei davvero sotto milioni di strati di intonaco falso, per una persona così profondamente scettica come io sono è la fine, è la follia. Sembra folle già solo questo discorso, ma è la pura verità. Ho impiegato mesi e anni di ricerca, di domande, e alla fine ho capito che tutto ciò di cui avevo bisogno era la semplicità con me stessa. Di dirmi le cose in faccia senza fronzoli, senza scuse. Sembra una stupidaggine, ma è estremamente difficile e liberatorio. Quando ho capito questo ho automaticamente capito la cifra con cui considerare ogni cosa. E la ricerca continua, non ha mai fine. Ero depressa, certo, ed ero perfettamente sola nella mia depressione perchè a quella domanda nessuno tranne me poteva dare una risposta; la più grande e devastante delle insicurezze è quella che ognuno di noi nutre nei confronti del proprio sconosciuto io. Per questo stavo male, e quando riesco a scorgere non dico la verità, ma un riflesso di essa, riesco ad accantonare la depressione per un momento. Credo che nn riuscirò mai a capire compiutamente chi io sia in realtà, è questa la più grande delle mie angoscie. Se sono un'esibizionista? Penso proprio di sì. Più che altro, è un altro modo per riuscire a "vedersi". E' come poter riflettere il proprio io in uno specchio e vedere come si rifrange, come viene assorbito e recepito dagli altri. Adoro scrivere su questo spazio, perchè è come un filo diretto dai miei pensieri alla tastiera; a volte mi censuro, è normale, altre volte vado a ruota libera. Ma non fingo. Io sono davvero così; quando sono depressa lo scrivo, quando sono incazzata lo scrivo, lo stesso dicasi per quando sono felice, appagata, annoiata, stanca e così via. Non sono ipocrita quando dico che sono ipocrita. Mi piacciono tutte le cose che sanno di nudo, di puro, di autentico. Le cose in cui si possono abbandonare le maschere. E il giudizio, il giudicare le persone e le cose, anche quello è un modo per capire chi si è davvero. Perchè se quel ragazzo di cui parlavo l’altro giorno avesse avuto il potere di intimidirmi o farmi arrossire, o accelerarmi il battito, avrei dovuto indagare in un altro senso la mia persona e dedurre che ne fossi invaghita, che quindi quel genere di persona mi affascina; al contrario mi son ritrovata a disprezzarlo, e questo non per partito preso, ma dopo un'osservazione attenta di quello che diceva, del suo modo di comportarsi e di atteggiare le espressioni del suo viso. Io non penso affatto che ciò che io dica sia il verbo. Al contrario, molte ragazze sarebbero pronte a tagliarsi le vene per un tipo del genere, e lo ammirerebbero (e lo ammirano) sopra ogni cosa. Penso però che sia importante esprimere il proprio giudizio in quanto tale, cioè in quanto voce sincera di quello che portiamo dentro, è come una finestra che si apre su se stessi; per questo giudico tutto e tutti, e lo faccio ascoltando nel modo più nudo e crudo quello che sento. Non giudicare lo trovo molto sciocco e infondo falso, lo diceva anche Benny Croce: l'uomo per sua natura è portato a giudicare. I cosiddetti ignavi di dantesca memoria in realtà non sono quelli che non giudicano, ma che non hanno il coraggio di esprimere il loro giudizio, e vivono tutta la vita nel mezzo, nella prudenza del non stare di lì ma neanche di qui. Tant'è che Dante, per bocca di Virgilio, li disprezza a tal punto dall'invitare il suo compagno di viaggio a non considerarli neppure. Nel momento stesso in cui uno dice "mi piace il blu", "non mi piace il rosso", esprime un giudizio, fa parlare la sincerità del proprio io; e quando ci si innamora, anche quello è una specie di esperimento: è come un voler dire "vediamo, se piaccio a questa persona così tanto che addirittura dice di amarmi e pensa costantemente a me, evidentemente vede in me qualcosa di prezioso. Ma che cosa?". Amare infondo è una ricerca di se stessi attraverso gli occhi di un altro. Un pittore russo, tal Kandinskij, diceva che in realtà ciò che ci piace è ciò che riflette noi stessi, o meglio ciò che riflette qualcosa che abbiamo dentro noi stessi; e che questo qualcosa ha una forma che va al di là di ciò che possono percepire i sensi. In realtà gli astrattisti dissero questa cosa scippandola da un tizio, tal Vorringer che definiva tutto questo particolare procedimento psichico con una parola tedesca,“einfühlung”, cioè empatia, immedesimazione. Per questo Kandinskij faceva le cose in modo "astratto", con figure, linee e colori (a propo, uno dei miei preferiti è Piccoli piaceri, 1913). Il bello di tutto questo è che noi agiamo in questo modo, cercando certezze, appagamento, conferme nelle cose e negli altri senza rendercene neppure conto. Cavolo... non pensavo che sarei arrivata a scrivere queste cose su questo bloggetto. Cioè, non credevo si potesse arrivar a filosofeggiare. Ho solo seguito il filo dei miei pensieri. Vedete, cari miei affezionati contestatori, aggiornare questo spazio scrivendo letteralmente a ruota libera è una sensazione che forse non potete capire, accettare se stessi per quello che si è e gridarlo a voce alta gettandosi in pasto alla massa è una sensazione di libertà assoluta che mi fa sentire bene. Io sono questa. A qualcuno piace, ad altri, a voi per esempio, no, ma è qualcosa che suscita dialettica e la dialettica è l'essenza delle cose. Se non ci fosse dialettica non esisterebbe nulla al mondo. Per questo continuerò a dire quello che mi passa per la testa, a giudicare ciò che mi piace e ciò che non mi piace come più mi piace. E mi auguro davvero che continuino ad esserci persone come te che vengano a criticarmi e criticare le mie idee, perchè allo stesso tempo (oltre che a far e a farmi riflettere sulle cose) le critiche sono un'affermazione di quello che sono e di quello che siamo. Alla prossima.
PS. se mi disprezzate così tanto, perchè diavolo non riuscite a staccare il naso dai miei interventi? E perché vi faccio incazzare così tanto? Sapete cosa penso? Penso che infondo se sono capace di suscitarvi tanto odio velenoso o siete persone che m conoscono e a cui volontariamente o involontariamente ho fatto girare le palle con il mio modo di essere, e quindi questa sarebbe una subdola e veramente tristissima vendetta, oppure siete persone che a loro modo stanno cercando qualcosa e in realtà sono incazzate con se stesse, e che trovano il modo di sfogare le loro frustrazioni e domande senza risposta su di me che offro un ottimo bersaglio. Tra parentesi, mai visti tanti nick così scocchiati, tristi e terribili in una volta sola… peccato che Dani m ha fregato la battuta sulla lavastoviglie (fairy-caps)…
PPS. Gelosa? Non ho nessun problema ad ammettere nessuno di tutti i miei difetti.. ma questo proprio non saprei dove attaccarmelo… nel senso: gelosa di che e di chi? Non sn innamorata, perciò non posso esser gelosa di qcuno. Ho decine di amici che nn m fanno mai mancare il loro affetto e appoggio quando ne ho bisogno. E, professionalmente parlando, avendo una media del 27 punto qualcosa sinceramente non credo possa esser fonte di una qualche gelosia… dal punto di vista estetico? Francamente, con non poca presunzione, mi reputo una persona intimamente soddisfatta del mio codice genetico. Non sapete neppure voi a cosa attaccarvi, e non potete che farmi far un tiepido risolino ai vs tristissimi attacchi, condotti in modo tra l’altro sciocco, insulso e di basso livello. Dovreste crescere almeno di 4 o 5 anni ancora per venir ad aver a che fare con me. E quanto all’incendiaria: cara fairy-caps, incontrarti non sarebbe una cosa all’altezza della mia levatura mentale e morale, tuttavia magari potrei fare lo sforzo, a condizione che tu faccia rispettare al tuo amichetto le mie ultime volontà.
LA CANZONE DEL GIORNO: Elevation, U2. |
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