Angela's profileAssolutamente SuperlenzaPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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November 27 Il cassettoIeri ho visto Changeling.
Su suggerimento di una persona del cui gusto cinematografico mi fido.
Mi aveva avvisato: è duro. Ma bello.
Angelina Jolie è incredibile. Con quei cappellini straordinari (devo assolutamente AVERE quello tutto di pizzo...) si muove leggera, fragile (che fine ha fatto Lara Croft?), energia trasparente e passiva che cova sotto la cenere del dolore prima di alzarsi e scatenare il putiferio.
Ti rapiscono il figlio che ti stai crescendo da sola (la scatola della responsabilità è un'immagine bellissima), dopo mesi di finte ricerche il poliziotto borioso e corrotto dentro (ma anche fuori) ti porta un bambino che non è lui, per far bella figura sui giornali. Tu magari ti lasci abbindolare (lo stress post-traumatico fa davvero brutti scherzi) ma, cavolo, più basso di dieci centimetri e con una circoncisione che non ricordi lo capisci anche da "emotivamente instabile" che non è tuo figlio... devi persino sorbirti il manicomio con vessazioni da psichiatri aguzzini... in contemporanea risorge dal terreno una sordida storia di bambini...
Se è un film che vuole sbattere in faccia qualcosa, ci riesce benissimo. Ma indora la pillola con una delicatezza che da Clint Eastwood forse non ti aspetteresti. O forse, dopo i ponti di Madison County, da lui ci si aspetterebbe di tutto. E' un vero signore della regia, Clint: fotografia eccezionale (qcuno potrebbe dire che con la Jolie non sarebbe neanche necessario...), soundtrack perfetta anche nel ritmo, sceneggiatura ineccepibile. Ritmi sequenziali quasi biologici. Cast tutto da oscar, dalla protagonista alle comparse del manicomio.
E' un film tronchese: ti penetra, anche con dolore, nella toppa, gira lentamente, fa scattare la leva e solo alla fine trae fuori il cassetto.
Quel che c'è dentro, poi, è una storia individuale.
Forse è un caso tutto questo. Forse no. Non ha importanza. Ciò che importa è che il vaso di pandora sia stato stappato.
LA CANZONE DEL GIORNO: insisto con Satie. November 25 snob perchèSnob, perchè. Perchè il tema della giornata voleva interrogarsi e interrogarci su come far sì che le biblioteche non restino edifici pieni di libri, ma diventino pieni di persone. E perchè alla fine si è arrivati a dire che la cultura sia un discorso.... per alcuni. Non per tutti. Io sono quella che, proprio venerdì, è stata definita una "che non c'entra niente coi Presidi". Una delle cose che più mi ha fatto sorridere. Studio medicina, sono al sesto; ma ho sempre avuto una passione sfegatata per tutto ciò possa esser degno di suscitare curiosità. Leggo, m'intendo di musica, mi piace la fotografia e l'arte visiva, mi interrogo, scrivo; faccio parte dei Presidi del Libro per questo. Credevo fosse sufficiente. Invece una sedicente persona intelligente mi ha chiesto: - Ma che ci fai tu qui? Che c'entri con questo? E io ho risposto: - Perchè oltre ad esser una studentessa di medicina, sono anche una persona... E se si fosse fermato qui, forse il mio giudizio si sarebbe dato il beneficio del dubbio. Invece no, lui ha continuato: - Bella risposta. Ke Peccato tu abbia studiato medicina......... ??????!!!!!!???? Cioè, fatemi capire: la cultura è un bene di consumo per i soli laureati in lettere e filosofia? Gli altri sono tutti decerebrati? Ho seguito con molta molta molta attenzione tutta la giornata. Perchè sono una persona che parla solo se lo ritiene necessario, ma soprattutto ascolta e osserva. E non mi è sfuggita la frase di una signora, che credo sia emblematica: - Noi vogliamo solo persone che vengano con costanza... non vogliamo persone che vengano così... una volta... magari per prendere un libro sentito alla televisione... non sappiamo che farcene... ooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo Credevo che lo scopo dei Presidi fosse la promozione della cultura; credevo si dovesse parlare di biblioteche anche in questo senso. Credevo che proprio Antonella Agnoli avesse detto che in una biblioteca per attirare delle mamme avesse persino utilizzato Harmony. Non mi ritrovo in questo discorso di èlite. Non mi ci trovo proprio. Non dico che la cultura, tutta la cultura, sia immediatamente fruibile da qualunque mente; ovvio che ciò non sia possibile. Ma non metto paletti; non pongo limiti alle possibilità. Uno scienziato non potrebbe, forse, avere una visione prospettica più ampia o semplicemente "diversa" da quella di un "letterato per definizione"? Non era forse Asimov un biochimico? Non era forse Leonardo un uomo di scienza? Italo Svevo uno col diploma da commercialista che faceva l'impiegato di banca? La Deledda, nientemeno Premio Nobel, addirittura autodidatta? IO penso questo: beati coloro che vedono chiaro nelle cose perse nella nebbia, perchè possono descriverle a quelli che non possono. queste persone sono gli artisti. Perchè io intendo l'arte come comunicazione... o meglio: credevo che l'arte fosse comunicazione. a tutti, indistintamente. Non era forse questo lo scopo della "promozione della cultura"??????? di ciò che fin qui e oltre si è detto mi assumo tutte le responsabilità che sono solo e soltanto mie, per cui non chiedete giustificazioni a terzi che sono fuori della mia testa e non possono rispondere per me. Sulla pubblicazione su bibliofficina posso solo dire che è stata un'idea di Simonetta Mangione, la quale peraltro ha pensato di farlo perchè perfettamente d'accordo. November 23 Serendipity
Avviso: se non riuscite a leggere, perchè troppo lungo, vi esorto a stampare il seguente intervento. E' un consiglio. :-D
« Lo scrittore e antiquario inglese Horace Walpole, vissuto nel XVIII secolo, aveva coniato una parola che solo da pochi decenni ha fatto ingresso nei vocabolari: serendipity. Questo termine trae la sua origine da un racconto veneziano del Rinascimento, nel quale si narra di tre principi di Serendip [nello Sri-Lanka] alla ricerca di cento versi contenenti il segreto di un fluido capace di uccidere tutti i mostri marini. Essi trovarono solo pochi frammenti della formula magica ma, nel corso di questa ricerca, compirono numerose altre scoperte inattese dovute semplicemente al fatto che stavano cercando qualcosa. Serendipity, dunque, non equivale a "caso" o "fortuna", o meglio non soltanto a questo, ma a scoprire, attraverso l'incidente e la sagacia, cose che non si stavano cercando. È evidente che tutto ciò avviene quasi sempre quando si percorre una strada nuova o comunque poco frequentata, seguendo un nuovo itinerario o usando una nuova tecnica. »
Paolo Maffei, Al di là della luna
In scienza si usa molto questa parola, Serendipity, per i motivi che si possono immaginare. In realtà è stata tradotta (mah) in serendipità, ma, perdonate è molto molto meglio, più bello e musicale serendipity (eppoi Horace si rivolterebbe nella tomba...). In realtà si può usare in tanti altri contesti. Per esempio in quello degli incpntri. Ricordate le mia poesi L’incontro?
Ora vi racconto una storia. Una storia straordinaria, e ancor più bella perchè vera. Il filo di nylon.
Venerdì mattina. Hotel Palace. C’è un convegno sulle Biblioteche (il titolo intero, perdonate, non lo ricordo. Il che è perfettamente consono alla mia risaputa memoria corta) organizzato da Giuseppe laterza, in quanto presidente fondatore dei Presidi del Libro, e partecipavano una serie di tizi e tizie bibliotecari e/o membri di Presidi vari. Guest star:
- Antonella Agnoli (bibliotevaria con le palle, esperta del settore – biblioteche, non palle – e consulente internazionale)
- Tullio Gregory (guru della filosofia, ma leggermente conservato in formalina...)
- Sergio Dogliani (un grande che sta a capo delle Idea Store a Londra il che, scusate se è poco, è tutto dire...)
- Silvia Godelli (assessore alla cultura della Regione, che ha estemporaneamente relazionato sullo scottante tema dei soldi. Che non è secondario)
All’inizio la cosa sembrava seria. Una certa Simonetta Mangione ha fatto uno studio tragicomico sulla situazione delle biblioteche in Puglia (situazione abbastanza presumibile): biblioteche esistenti sulla carta ma non come luoghi fisici, bibliotecari che avrebbero voluto far qualunque cosa nella vita, anche gli autisti di Falcone e Borsellino, pur di non star lì, nelle pseudo-biblioteche, luoghi così inospitali e lugubri che un vampiro ci si sentirebbe a casa, e così polverosi e vermicosi (e qui a Turi possiamo andar fieri di essere emblematici in questo) che se ci entrasse 1) un asmatico ci uscirebbe solo in cassa da morto 2) un entomologo non ci uscirebbe mai più (avrebbe trovato il suo regno). ogni tanto c’era anche una biblioteca di cui si poteva essere fieri. Quindi ha relazionato su questo. Poi la Agnoli sul “come si dovrebbe fare una biblioteca”, e cioè a misura di utente, e non il contrario. Poi... poi la morte. Una serie di tizi di uno snobbismo nauseante son andati a far l’auto-panegirico del “noi-facciamo-questo-noi-facciamo-quello” (e chissenefrega????!!!), tutti ingioiellati e incastonati nella loro boria ipertrofica e voglia di far gli intellettuali a tutti i costi... una roba da orticaria.
Star al tavolo a magiare co sti tizi, vi giuro, è stata una tortura e una prova di autocontrollo di cui vado fiera (avrei potuto sputar in un occhio a tutti, stile mitraglia coi condannati al muro). gli unici interventi che mi sento di salvare sono 3: la libraia di Calimera, Valentina Sansò di Lecce e una tizia di Noha. Casualmente pure questa di Lecce?
quindi, verso la fine della giornata, al colmo della rabbia-delusione per le boiate udite, mando qsto sms a F.:
- Mi sta venendo l’orticaria con questi snob del cazzo. Le uniche cose che si salvano della giornata sono: il rinfresco e 1 tizio delle Idea Store di Londra.
dopo qke minuto, sto uscendo dall’Hotel Palace. F. mi risponde:
- Ma non sarà mica Sergio Dogliani? il mio amico che sta a Londra?
io a F.
- sì è proprio lui!!!
rientro di corsa nell’Hotel Palace e mentre se lo stanno spolpando perbene gli picchietto sul braccio:
- Mi scusi... senta, conosce per caso un certo F. T., sa di...
- Nooooo!!! non mi dire!!! certo che lo conosco! è mio amico!!! avevo perso il suo numero...
Carramba che sorpresa.
Passata la serata a sentir i racconti di Sergio e Michele (ingegnere di Bari, suo amico, ma girovago) sull’età d’oro dell’autostoppismo e i loro ricordi di gloria in tal senso, ci si risolve in un:
- Domani devo andar a trovare un’amica artista a Lecce, vieni anche tu? dai!
negli ultimi tempi ho coniato questa mia massima personale: tieni la borsa pronta, e vai.
Ieri abbiam passato tutta la giornata a Lecce. La più straordinaria giornata degli ultimi tempi.
gelo a parte
Sergio è una persona straordinaria, un creativo, sensibile alla creatività e all’emozione, un compagno di viaggio perfetto; a Lecce, però, ho conosciuto la perla del giorno: Teresa Ciulli. Un’artista che è arte. Una persona che, se la guardi bene, le scorgi l’aura intorno; ci ha mostrato casa sua non col metodo convenzionale della piantina (questa è la camera dei bambini, questo il salotto...)no: attraverso i suoi “amici” appesi alle pareti e disposti sui mobili di casa (amici artisti). Poi ci ha mostrato se stessa: il suo studio, i suoi quadri, le sue opere. I suoi libri. Unici.
Un viaggio che ci ha spalancato “a” lei, così intimo e intimista che... davvero, scherzi a parte, mi ha emozionato profondamente. Era emozionante sentir quello che diceva, e come lo diceva, mentre ci mostrava le opere; era emozionante osservarle, prenderle dentro, renderle proprie secondo il pensiero, secondo il momento. Ogni opera, alla fine, è ciò di cui tu hai bisogno in quel momento.
Io non sapevo che stavo cercando Teresa Ciulli, ma Teresa Ciulli è arrivata a me, sul mio percorso, e sono grata a Sergio di avermela portata. E a F. di avermi inconsapevolmente portato Sergio. e al caso di avermi portato F. Non sapevo cosa stavo cercando, ma ieri mi sono persa e ritrovata, mi sono emozionata e non ho le parole adatte per dirlo. Come non le aveva Dante quando passava da un cerchio all’altro dell’Inferno: sono cose ineffabili, cose troppo grandi o troppo adimensionali per ridurle in parole.
Non posso rivelarvi “cosa” sul serio mi sia successo in quelle ore. So che è stato bello. So che è stato qualcosa che mi permetterà di cercare altre cose. Sono in transito. In perenne transito. Se penso di essere ad un punto, semmai l’ho pensato, sbaglio. Sbagliavo. Sono in transito.
dopo Teresa, che purtroppo non è potuta restare con noi, è arrivata Valentina Sansò. Valentina ha aperto il loro Presidio del Libro in un centro d’igiene mentale, a Lecce. Cosa che ho trovato subito grandiosa. Volevo saperne di più, però. Anche Valentina ha una luce che attrae, abbiamo trovato punti di contatto, potrei dire quasi di similarità, a pelle. Sono sensazioni di cui è davvero difficile spiegare i meccanismi e i perchè. Accadono e basta. E’ stato tutto così bello ieri: le strade di Lecce, bellissima, gelata e quasi deserta all’ora di pranzo. Eterea e impalpabile.
poi, ciliegina sulla torta, la vecchia Upim, chiusa da vent’anni e risorta dalle ceneri per far esposizioni... un posto ideale per metterci un’Idea Store italiana, no? Magari. Intanto sognamo e facciamo castelli in aria. Su, Sergio: non ci costa nulla. :-D
Un’amicizia può nascere in 24 ore, un’emozione che scuote anche in un microsecondo.
Serendipity non è una parola.
E’ un’esperienza che val la pena di vivere.
Chissà, forse è la vita stessa.
LA CANZONE DEL GIORNO: quella dell'altro giorno (ahahahh) November 17 Il nemico - C. BaudelaireLa mia giovinezza non fu che una oscura tempesta, Ecco, ho toccato ormai l'autunno delle idee, E chissà se i fiori nuovi che vado sognando troveranno, O dolore, o dolore, il Tempo si mangia la vita e l'oscuro Nemico che ci divora il cuore LA CANZONE DEL GIORNO: Gnossienne No. 1, Erik Satie (appena ho tempo ve la carico sul Mediaplayer, per ora accontentatevi di qsto... - che cmq è una goduria anche da vedere...)
November 14 Moralista e bastardaLo sono, spesso. Usare blog con moderazione (dice mio fratello). Mio fratello ha 4 anni meno di me, 4 anni di esperienze e vita in meno di me. Ma a volte (solo a volte) è molto più saggio di me. Non pensavo davvero le cose scritte; me ne sono servita per sentirmi meglio. La logica del profitto (dice lui). Non volevo giudicare nessuno, ma l'ho fatto. Amen.
buona vita
ps. siamo vissuti in una bolla di sapone corazzata, un mondo a parte. A volte ce ne sorprendiamo. A volte guardiamo fuori della finestra e ci chiediamo come sia possibile che sia così lontano, così lontano e diverso dalla nostra bolla di sapone. A volte ci chiediamo se la bolla di sapone sia stata vera, o se non sia più vero tutto quel mondo fuori della finestra. Sono solo un coniglio con le unghie finte di tigre.
LA CANZONE DEL GIORNO: Mad world, Gary Jules November 05 Sessualmente (implicito?)Il blu, come il rosso, è una dimensione dell’anima. Traspare dal corpo, non dagli occhi (come sarebbe fin troppo scontato dire), ma dalla voce, dalle movenze, dall’energia che emana; il blu è insieme distante, dilagante, immenso. È mistero di cui si è consapevoli ma che resta insondabile. È attesa; finta quiete e finta burrasca, e le due cose mescolate ad arte. Come solo il bravo inconscio sa fare. È seta, lama, acqua in movimento. Se sia inverno? Odio questi clichè, ma cavoli me lo rappresenta benissimo. Mi sento molto blu in questo momento; mi dice, mi ispira, mi rappresenta. Mi suggerisce. Forse mi racconterà anche. Mi eccita e illanguidisce. Mi consola. Mi rapisce.
LA CANZONE DEL GIORNO: Il bacio, Giovanni Allevi
ps. non faccio pornografia. Però... nel secondo libro, il naturale e necessario sequel di Incdc - veritate, c'è una scena che non può non essere sessualmente esplicita. Devo glissare? November 03 In silicoOggi abbiamo imparato molto sulla medicina interna. Abbiamo imparato che dobbiamo fare un temino per suggerire al prof che cosa insegnarci quest'anno. Il ridicolo non ha mai fine in questa università. Dobbiamo, per domani, far i temino "di cosa pensi debba occuparsi la medicina interna?" e "quali argomenti pensi debba trattare il prof alezione?".
ci siamo impantanati cone l'anno scorso su Cartesio e I presocratici,metodo deduttivo e metodo induttivo, la teoria della complessità, l'effetto farfalla...
ma la gente si ammala, cazzo, e muore.
La gente se ne sbatte altamente dell'effetto farfalla. La gente vuole che tu gli dia la cura al suo dolore, che tu capisca che cacchio ha. Diamogli l'effetto farfalla alla ragazza di 18 anni morta per un linfoma mediastinico mal diagnosticato (diciamo pure: mai diagnosticato, se non in punto di morte) da questi signori della medicina "olistica", le parti nel tutto e cazzate varie. Olistici del cazzo, imparate e "imparateci" a fare medicina, e non a sciacquarvi la bocca con concetti inconcludenti.
come si fa a provare passione con questi elementi?
ora vado a lezione. un'alra perfettamente inutile lezione.
Forse saranno lezioni di vita.
ps. la frase del titolo è dovuta ad una chicca, una di quelle dotte cose che ho imparato oggi: le malattie acute (semplici, dice lui) si studiano in vtro ed ex vivo; quelle croniche (complesse, dice lui) in vivo e in silico. Al computer.
LA CANZONE DEL GIORNO: Book of love,Peter Gabriel (tea sa perchè) |
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