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November 24 Il segreto. Di PulcinellaE' vero Gigi, meaculpa per la monotonia... però era una canzone che meritava... ahah.
E' il compleanno di mia mamma oggi, di là è pieno zeppo di parenti, e la mia pancia è piena zeppa di dolori. Dopo la giornata passata interamente (dico INTERAMENTE!!!!) a sbobinare la lezione di Medicina Legale sul consenso informato, i certificati e il segreto professssssssssionale, a cercare su e giù per internet la legge unodueettrè, la sentenza di corte di Cassazione n. xyz, e quant'altro sia deontologicamente corretto e non, mi sento vagamente nauseata.
A pranzo avevo le idee un pò confuse su cosette tipo il "rispetto della volontà del paziente". E credo che anche il prof ne abbia.
Prima dice (e il Codice Deontologico lo dice) che bisogna rispettare la volontà del pz anche precedentemente espressa, purchè documentata e arci-certificata; tre secondi dopo si contraddice che però no, se in caso di emergenza il pz sta rischiando di schiattare tu medico te ne devi fregare della volontà del pz e evi assolutamente fare tutto quello che devi e puoi per salvargli la vita. Altri tre secondi dopo dice che nel caso Welby il pz rifiutava, come suo diritto e sancito dalla legge, un trattamento terapeutico (il respiratore artificiale); altri tre secondi dopo dice che se ad un medico viene chiesto dal pz di compiere un'azione o un'omissione con lo scopo di indurgli la morte, questa è eutanasia e si va in galera.
In conclusione, diceva il mio prof, in linea di massima te ne devi fregare della volontà del pz in caso di emergenza, che guardacaso sono proprio i casi tanto discussi: io non voglio restare vegetale attaccata a una macchina se mi viene un colpo, un trauma, un accidente qualsiasi che mi manda in coma o deficitaria di quasi tutte le facoltà cognitive (e non), è giusto e legittimo decidere in vita di disporre della propria morte quando questa è praticamente a un passo. Io dico sì al testamento in vita o biologico che dir si voglia, è una forma di rispetto, cavolo!
E che mi significa: ma il pz al momento specifico dell'evenienza potrebbe cambiare idea (??????) e, magari, siccome non è cosciente non lo può dire. Ma se non era d'accordo quando era cosciente, ma figuriamoci se non è cosciente!
E poi la legge si sforza anche di dire: però evitiamo l'accanimento terapeutico.
Ma fatemi il piacere....
L'apice della partecipazione emotiva l'ho raggiunta quando negli ultimi 15 minuti si è parlato di Segreto Professionale. Il medico è come il prete: tutto ciò che gli vien detto o fatto capire a propo del pz durante l'esercizio delle sue funzioni resta tra lui, il pz e la famosa cartella clinica. Tomba. Muuuuuto.
E lì, come quando assistii in prima persona alla lezione suddetta, mi vennero i crampi per la rabbia.
Tempo fa venni a conoscienza di violazione certa da parte di un mio futuro collega della violazione da parte sua del cosiddetto segreto ( che a questo punto potremmo definire di Pulcinella), segreto che era ormai alla mercè di chicche e sia, con tanto di particolari e dettagli che per me, che ero e sono una conosciente del pz del suddetto professionista, erano fonte di vergogna e risentimento.
Il dubbio allora come adeso è: lo sputtano il bastardo o devo far finta di niente, e proteggere la casta di bastardi in cui mi accingo ad entrare?
Personalmente, vorrei vederlo alla gogna. Però non sono io a doverlo denunciare, ma il diretto interessato, e dover riferire al diretto interessato tutta la faccenda non è semplice. E' una questione delicata; insomma, aggiungerei all'angoscia di avere una patologia piuttosto grave, quella di essere sulla bocca di tutti, e soprattutto di confessare che anch'io sono a parte del famoso segreto di pulcinella, che invece dovrei in teoria ignorare. Come finora ho finto di fare.
Ultimamente mi sono convinta di questo: niente accade per caso.
Perchè io ho dovuto sbobinare questa lezione? Perchè mi sono venuti questi atroci crampi ora?
Tutto accade per qualche motivo, anche se apparentemente non c'è un senso. Anche se sembra che le cose accadano e basta, anche se sembra che siano assolutamente ordinarie e irrilevanti.
Legge. Giustizia.
Ha senso tutto questo? Ha senso impuntarsi su questo reato di violazione della privacy, quando ogni giorno ogni ora, in migliaia di studi medici si fabbricano certificati falsi, e cartelle cliniche alterate o corrette con il bianchetto (è un falso in pubblico ufficiale, falso materiale o ideologico, punibile penalmente= si va in galera!!!), quando medici rei di interventi negligenti, imprudenti o imperiti la fanno franca? e quando i figli di questi medici pagano una bustarella ed entrano nel tempio dei camici bianchi con tanto di passaporto per la laurea?
Ha senso?
Forse, il senso è una questione privata. Forse dipende dalla personale percezione di giustizia e ingiustizia.
Perchè non ci possono essere mezze misure.
Se insorgo adesso contro il sistema, dovrò farlo sempre e ogni volta, poi, che vedrò cose storte, che assisterò o sarò istigata a farle. Che farò quando parenti e amici mi verranno a chiedere il certificato medico perchè "l'altro giorno stavo poco bene, e non sono andato al lavoro..."?
Non è sufficiente dire: lo fanno tutti. Sarebbe qualunquista. Sarebbe una grande e buona ipocrisia. Sarebbe un fallimento davanti all'indignazione che provo ora per la porcata di quel mio esimio collega che ha violato la privacy.
Però ora come ora come posso sapere cosa sarò disposta a fare domani? E' sufficiente dire: m indigno, dunque sarò sempre giusta e incorruttibile?
Spero che dio mi preservi da questo peccato.
LA CANZONE DEL GIORNO: All good things (come to an end), Nelly Furtado November 20 Post scriptumringrazio l'in bocca al lupo.
Non posso dire di star bene, ma un'anticchia meglio forse sì.
ansia da prestazione. sì, caro dottore, hai centrato il problema.
vi ringrazio delle manifestazioni d'affetto, e del tifo... (non la salmonella).
:-D
credo che queste siano cose che non mi abbandoneranno mai. Sono fatta così, e quanto più ci tengo nel far una cosa, tanto più ci sto male nell'affrontarla e nel temere di fallire. E tanto meno mi capiscono gli altri. danno troppe cose per scontate. che invece no, non lo sono mai.
Dottò sei un mito. Tonio anche tu e ti voglio bene.
Un saluto anche a te Ciccio, e ad anna rita, che era qui col pensiero.
ancora:
LA CANZONE DEL GIORNO: Where is my mind, Placebo November 18 Brutte faccendePoche ma sentite parole.
Tante cose non vanno.
Neanche quelle che dovrebbero.
Mi manca il pc, ma non così tanto come all'inizio, che quasi mi sentivo sull'orlo di una crisi d'astinenza.
I soldi se ne vanno come l'acqua da un rubinetto che perde. E ne ho ancora bisogno. E così anche il tempo, e i minuti.
No, non sono depressa. Sono preocupata. E nessuno lo capisce. Neanche quelli che dovrebbero.
La solitudine è una gran brutta faccenda. Ma ancora peggio è l'ipocrisia e l'indifferenza.
Il ridicolo di tutta la faccenda è che tutti pensano che sia padrona della situazione, che in qualche modo, come sempre, riuscirò a cavarmela egregiamente. Forse anch'io voglio lasciarlo credere. Ma infondo lo so che non è così.
LA CANZONE DEL GIORNO: Where is my mind, Placebo November 02 un corpo immersoUn corpo immerso in acqua
si lava
un corpo immerso nel cemento
sapeva troppo
immerso in un altro corpo
si diverte
immerso in due corpi... è orgia.
Crozza Italia Live TM
Cmq, questa canzone mi piace troppo assai, sia così che original. Solo 24 ore fa ero sull'orlo della depressione; vedevo la mia life come un tubo di gomma: vuota. Cioè, non vuota vuota, ma vuota-piena. Cerco di spiegare il concetto: ti alzi alle 6 del mattino (6,30 quando va bene) e ti aspetti di tutto di +; poi la giornata inizia che già stai correndo, perchè magari hai temporeggiato un pò troppo con la spazzola o la matita per gli occhi in bagno. Cmq sia, stai correndo e nel mentre tu corri (memo: cerchi anche, se possibile, di non farti mettere sotto da auto & co.) cerchi di incasellare nella mente tutte le stramaledette faccende in sospeso che devi far quadrare nelle prossime 24 ore. Correndo arrivi, e continui a pensare; di tanto in tanto ascolti ciò che dice il professore. All'ora X sgattaioli fuori come una ladruncola e riprendi a correre; ti ritrovi a far i conti con i dottori e con un sacco di informazioni contemporaneamente, molte delle quali non sono in tuo possesso. Poi all'ora Y sgattaioli un pò meno ladronescamente e torni a lezione. Alla fine corri a casa (corri sempre, perchè più tardi mangi più tardi inizi a studiare). E la giornata si conclude prima che te ne renda conto. E suona la sveglia.
E così ieri mi è venuto da piangere. Perchè nelle ultime settimane oltre a questo canovaccio non c'era molto altro.
Come si fa a non sentirsi da soli, così? allora ho preso a mandare sms a destra e manca, a chiamare, e ieri sera (miracolo!) sono persino uscita! Peccato che siam andat al cinema a vedere Giorni e nuvole con Albanese e la Buy, che non è fatto male, e tutto sommato non è neanche male come film; ben girato, ottimamente recitato (ma questo è un dato un pò scontato visti i nomi), bella Genova sullo sfondo.... ma decisamente deprimente e opprimente, e non da vedersi in stati psicolabili com'era il mio ieri pom.
Però vedere le mie amiche mi ha fatto star molto meglio. Poi stamattina i miei simpatici compagni di gruppo in reparto, ovvero specializzandi & co., appena sono arrivata, ancora trafelata, mi hanno spediata a prendere pressioni in giro per il reparto; e ho fatto anche due chiacchiere con i pazienti. E' stato un pò uno spasso (sfiorata la disperazione quando ad una signora non sentivo assolutamente l'arteria brachiale, che quasi le volevo chiedere: signora è morta? ad un certo punto ero quasi felice di averla trovata a 120 - la massima- e quella mi fa: di solito cel'ho alta... dopo la terza volta che gliela misuro, torno a dire: signora, io la sento a 120. "Non ti preoccupare, cara - !!!! - tanto è lo stesso".
Poi, dopo il giro visite: angela (lo stesso tipo delle pressioni) metti a posto la cartella con gli esami. Credo che mi abbiano presa per un garzone di bottega. Ma fa niente. Mi sento già meglio; e poi sono cmq tutti molto gentili, a partire dal medico mio capo-titolare, e poi anche gli specializzandi, Paola, e la bionda di cui non so ancora il nome, e Diego il paciocco. E poi c'è il dottorino conosciuto appunto stamattina, che si è persino offerto di portarmi il caffè. Voleva anche farmi un pò la lezioncina... (annarì, ma per caso ti ricordi che c'è una crioglobulinemia che può venire con l'epatite C?? mah...) e secondo me ci prova un pò con tutte, però, devo dire che in mancanza di dottors Shepperd in giro, non è proprio niente male... occhi azzurri, accento leccese che fa ridere anche quando parla serio, e faccina da bravo bambino che non è mai stato. Altro che il dottor Bellino, annarì!!! ahahahahahhaahahahah
LA CANZONE DEL GIORNO: One, Mary J. Blige & U2
ps. non so perchè, ma non mi si carica la canzone, quindi l'ho degnamente sostituita con quest'altra dei travis... |
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