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    October 24

    Nero Wolfe è stato a Bari

    Aeroporto di Bari, anni '60, all'epoca intitolato a Jacopo Calò Carducci - www.diloscenter.it/web/sulfilodellastoria
     
    E, per l'esattezza, ci ha vissuto.
    Per chi non lo sapesse, Nero Wolfe è un investigatore privato imperituro (visto che se ne parla tutt'oggi), creato da Rex Stout tanti anni fa. Si dice sia il figlio clandestino di Sherlock Holmes (notare che il numero di sillabe e le vocali sono state tramandate intatte nel pargolo) e Irene Adler, partorito in una catapecchia nel Montenegro, all'ombra dell'eponima Montagna Nera, nella cui terra sarebbe cresciuto. Dei trascorsi pittoreschi e "anti-titini" del passato di Wolfe, di cui in molti dei racconti/romanzi in cui compare si fanno solo accenni, si riesce ad avere un'idea franca nel romanzo "The Black Mountain", tristemente tradotto in Italia dalla Mondadori (Wolfe stesso avrebbe deplorato) con "Nero Wolfe fa la spia". In questa storia, il nostro pingue e inamovibile Nero (Archie Goodwin, suo braccio destro, segretario, tirapiedi ecc, ci dice spesso che il grande Nero ammonterebbe a un settimo di tonnellata...) si smuove per ragioni personali dalla casa di New York per tornare in Montenegro. Per far ciò deve, di necessità, tornare in una città in cui, come viene raccontato, ha vissuto per diverso tempo in gioventù: Bari.
    La narrazione è fatta da Archie Goodwin in persona; il libro è del '54, per cui dovremmo arguire che l'epoca dei fatti potrebbe essere quella.
    Arrivo a Bari.
     
    "D'accordo, erano le cinque di una bella giornata festiva di aprile, per l'esattezza la Domenica delle Palme, e il nostro aereo era privato, e Bari non è una metropoli, ma nonostante questo mi sarei aspettato un pò di movimento, all'aeroporto. invece niente. Era morto. Naturalmente doveva esserci qualcuno nella torre di controllo, così come doveva esserci qualcuno nel piccolo edificio in cui entrò il pilota, ma questo era tutto, a parte tre bambini che buttavano palline di cartacontro un gatto addormentato".
     
    Arrivati in centro, potremmo dire forse dalle parti di via Capruzzi, che non posso sapere come fosse all'epoca, trovano un amico barese, abitante della Bari vecchia dell'epoca, tal Paolo Telesio, e salgono su una Fiat utilitaria. Così Archie racconta l'autista Telesio.
     
    "Cominciò a sparare una raffica di domande, ma Wolfe non rispose, e non seppi dargli torto. Ero più che disposto a fidarmi di Telesio come di un fratello, ma solo per quanto riguardava il lavoro. Come autista invece, non gli avrei affidato neanche un triciclo. A quanto pareva, era convinto che tutti gli ostacoli mobili e immobili si sarebbero tolti di mezzo alla strada prima del suo arrivo. E quando questo non accadeva, una frazione di secondo prima di andarci a cozzare contro, sterzava allegramente, continuando a guardare Wolfe. Quando fummo a destinazione tirai un sospiro di sollievo."
     
    Sbarcati in una casa barese, dopo essersi un pò acciuccati con vino e mandorle, si mangia finalmente.
     
    "Mangiammo al tavolo d'angolo. Non c'era latte e Wolfe mi consigliò di accontentarmi del vino. Preferii l'acqua corrente, anche se non era troppo fresca. La cena consisteva in un unico piatto, cucinato da Wolfe. Dopo tre bocconi gli domandai che cos'era. Rispose che quel tipo di pasta si chiamava "tagliatelle", e che la salsa era fatta con acciughe, pomodori, aglio, olio d'oliva, pepe, basilico e pecorino. Spiegò che aveva trovato il pecorino in un buco del pavimento. Gli chiesi come aveva fatto a scovare il buco, e lui rispose che si era ricordato delle abitudini locali."
     
    Pronti, si parte per il Montenegro, a bordo della "Cispadana", enigmatica imbarcazione barese con un nome quantomai insolito, con a bordo Guido.
     
    "Ci sono imbarcazioni e imbarcazioni. La Queen Elizabeth è un'imbarcazione, così come era un'imbarcazione il guscio di legno che avevo portato a forza di remi in giro per il lago di Central Park, in un pomeriggio d'agosto per vincere una scommessa fatta con Lily Rowan. Anche quella di Guido Battista era un'imbarcazione, ma molto più simile alla seconda che alla prima. Era lunga dodici metri, e non doveva esser stata ripulita dai giorni in cui i Romani l'avevano usata per dare la caccia ai contrabbandieri levantini. Comunque era stata modernizzata grazie all'aggiunta di un motore. Durante il tragitto, una delle mie occupazioni preferite fu quella di cercare di appurare dove erano stati seduti gli schiavi addetti ai remi, ma non ci riuscii"
     
    "Nero Wolfe fa la spia", Rex Stout, Mondadori 2006
     
    LA CANZONE DEL GIORNO: quella dell'altra volta
     
    October 22

    Be Kind Rewind - Cristo e la zappa parte seconda

    Chiedo scusa per la lunga assenza.
    Ho disertato lo space per cause psico-biochimiche (eheh) per cui ho letto solo ora i recenti commenti.
    Innanzitutto, non mi aspettavo nemmeno che avrebbe, l'ultimo post, sortito qualche commento. Mi sembrava l'isolato delirio estemporaneo di una naufraga in terra straniera. Invece vedo che alcuni l'hanno presa seriamente e hanno implementato il discorso. Anche troppo seriamente: scusate se faccio quest'appunto che giuro di non rifare più, ma la prossima volta non potreste cercare di scrivere un pò più semplice? voglio dire: lingua per i comuni mortali. Perchè chiunque può capitare sullo space e sarebbe bello che tutti siano in grado di leggere e capire quel che si sta dicendo in "accademichese", per quanto, mi rendo conto, per chi ci lavora o ha studiato queste cose è molto difficile abbandonare i paroloni.
    Cmq è stato detto tutto, mi pare, e anche di più; vorrei aggiungere solo una cosa: certo, ridurre il discorso del comportamento individuale al solo fattore "strutturale" (vedi: biochimica, ormoni, ecc...) è un pò riduttivo, ma solo un pò. Voglio dire, se siamo fatti, strutturalmente, in un certo modo, va da sè che tutte le funzioni, sia fisiologiche che psichiche, dipendano strettamente dalle interazioni delle strutture tra di esse e con l'ambiente esterno. Il limite attuale è che non sappiamo esattamente come funzionino certe cose (ad esempio la produzione del sogno, il pensiero ecc) ma sono fermamente convinta (e centinaia di studi lo dimostrano) che il nocciolo della questione sia biochimico. Che su questa biochimica si possa influire in  qualche modo, qui si basa il mistero e, per così dire, lo spiraglio della cosiddetta psicanalisi. Molti intellettuali, e questo mi dispiace, credono ancora che le parole "biochimica" o "chimica" siano in antitesi con il "pensiero", il concetto moderno di "psiche" e così via: niente di più sbagliato: psiche e pensiero sono l'epifenomeno, così come noi lo percepiamo, di un complicata interazione tra molecole, di reazioni chimiche e elettricità che noi produciamo. La nostra conoscienza a tal riguardo è ancora minima: ancora non sappiamo alcune aree del cervello come funzionino esattamente, nè sappiamo dire se e come l'attuale inquinamento elettromagnetico può aver "inquinato" le nostre funzioni fisiologiche (e psichiche). Pensate che tutti i cellulari presenti nell'etere, gli "inutili" tralicci sparsi come alberi per i campi (di questo mi riservo di parlare più in là) non abbiano in qualche modo influito sui nostri equilibri? Sicuramente, solo che non possiamo ancora rendercene conto, o non abbiamo i mezzi per identificare e quantificare il cambiamento. Quindi, tornando a quel che dicevo nel precedente post, biochimica e ambiente esterno sono più ingerenti di quel che vorremmo accettare. Tutto qua.
    Torniamo ai discorsi seri:
    qualche sera fa avevo bisogno di un film divertente e mio fratto mi ha suggerito "Be Kind Rewind".
    Una cosa che più divertente non si può. Il film è di una semplicità disarmante: due tizi, di cui uno lavora in un videonoleggio, si ritrovano ad aver a che fare con una catastrofe: tutti i vhs del negozietto sull'orlo del lastrico vengono cancellati... la soluzione del problema diventa poi la trovata che risolleva e unisce l'intero quartiere: maroccare tutti i film a modo loro. Trovate geniali, per gente povera di mezzi ed effetti speciali... per un film così semplice, nella trama,, ambientazioni, ecc, sembra quasi un miracolo la riuscita senza scadere nelle banalità, volgarità o nel grottesco. Jack Black è sensazionale, come pure Danny Glover; piccola particina pure per Sigourney Weaver, gaciale come solo lei sa esserlo (dopo le frequentazioni con alieni... ahah). Film consigliatissimo, da vedere.
     
    LA CANZONE DEL GIORNO: Beautiful lie, 30 seconds to Mars